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Piero della Francesca e l'Ultima Crociata

Araldica, storia e arte tra gotico e Rinascimento

Le Lettere
€ 22,00
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disegni di Marco Foppoli.
pp. 154, 24 tavv. b/n f.t., 18 ill. b/n, Firenze
data stampa: 1999
codice isbn: 978887166455

Rendete pur, rendete a i vecchi scudi
il pallid'oro che l'ebreo raschiò
ed a gli elmi le corna: io questi ludi
a la vecchiezza invidiar non so

La celebre invettiva del Carducci contro la Consulta Araldica contiene ancora una parte di verità. A mezza via tra soggetto d'evasione, disciplina filologica e branca della semiotica, l'araldica non ha ancora trovato una sua collocazione definitiva tra le cosiddette scienze ausiliarie della storia: condizionata com'è dall'ipoteca genealogica e nobiliare, dalle mode del revival medievale, dallo sfruttamento commerciale, da un fuorviante alone esoterico, dai residui di una sensibilità astrattamente normativa. Parallelamente gli storici, che potrebbero trar profitto dai documenti araldici di cui sono ricchi testi, edifici, manufatti e opere d'arte, non sempre vi si soffermano con una adeguata metodologia e con sufficiente senso critico. Eppure è stato affermato giustamente che gli stemmi - un linguaggio di segni universalmente diffuso in Europa dal XII secolo e che ne ha imbevuto la cultura materiale e le mentalità - costituiscono una specie di stato civile di un'opera d'arte: offrono infatti preziose informazioni sia sulla cronologia dell'esecuzione, sia sull'identità, le intenzioni e l'ideologia della committenza. I capitoli di questo volume affrontano alcuni casi esemplari: dalle sculture gotiche di Perugia e di Popoli (Abruzzo), agli affreschi dei palazzi pubblici di Mantova, Firenze e San Gimignano, a quelli di Benedetto Bonfigli e di Piero della Francesca, essi ambiscono a mostrare l'ambiguità e la complessità della decifrazione del linguaggio araldico come elemento dell'analisi iconologica, e la necessità di tener conto anche sul piano comparativo delle sue tecniche specifiche, in relazione all'intreccio coi dati della storia dell'arte, delle fonti letterarie e della storia politica. Dall'esigenza di una ricostruzione coerente e non impressionistica del significato dei segni araldici, l'apparato di simboli (tra autentici ed apocrifi) che decora il cielo della Leggenda della Vera Croce di Piero della Francesca, è emblematico: un sorprendente dettaglio di essi falsifica gran parte delle interpretazioni finora tentate, aprendo suggestive ipotesi sui messaggi dell'opera e sulla sua controversa datazione.

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