La poetica dell'effimero, propria di molta sensibilità del secolo Seicento ha lasciato in Valmontone un segnacolo che ha sfidato il tempo durando fino a noi.
Oltre alle note (e tragiche) vicende del refugium contro la penuria di case rase al suolo per la guerra, mi chiedo (ci chiediamo) cosa si chiedessero quei provvisorii abitatori del Palazzo Doria-Pamphilj, quando sulle teste loro ebbero occasione di vedere (guardare stupiti?) quel mondo affrescato di personaggi ignoti, di gesti non comprensibili. Distanza lunare fra estetiche sensazioni e più terrene necessità che la situazione, allora, ma anche prima - nei precedenti secoli - veniva ad approfondire.
Lusso e potenza: solo così potevano darsi risposta gli abitatori secondari del Palazzo violato dalla guerra, come in precedenza i bifolchi, villani e gente di contado, allorché "ammiravano" (e poteva essere diverso, se questo era lo scopo esteriore, primario di quegli episodi affrescati?) le alte e, per loro non solo fisicamente, lontane volte del Palazzo.
Ora, con dovizia di mezzi, in una realtà e società postmoderna, alle soglie del XXI secolo, il Palazzo - dicesi - è tornato a far parte del circuito produttivo, non più per i proprietarii originarii, ma per la comunità locale, per usi e destinazioni pubbliche in lato senso, non più esclusive e private come secondo le intenzioni dei committenti di un tempo. È un contenitore di funzioni socio-tecno comunicative afferenti il terziario avanzato. Gli affreschi del piano nobile (rappresentanti gli elementi originari i e le quattro parti del mondo allora note), portati (o in procinto) a salvezza contro la distruzione avanzata, sono stati recuperati alla vigile conservazione ed attenzione nostrana. Il Palazzo fu edificato - e di esso la vicenda non è fuori ordinario, come decine di altre simili costruzioni - con la intenzione di tracciare coordinate di spazio e tempo ai contemporanei e, certamente, al mondo avvenire.
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La poetica dell'effimero, propria di molta sensibilità del secolo Seicento ha lasciato in Valmontone un segnacolo che ha sfidato il tempo durando fino a noi.
Oltre alle note (e tragiche) vicende del refugium contro la penuria di case rase al suolo per la guerra, mi chiedo (ci chiediamo) cosa si chiedessero quei provvisorii abitatori del Palazzo Doria-Pamphilj, quando sulle teste loro ebbero occasione di vedere (guardare stupiti?) quel mondo affrescato di personaggi ignoti, di gesti non comprensibili. Distanza lunare fra estetiche sensazioni e più terrene necessità che la situazione, allora, ma anche prima - nei precedenti secoli - veniva ad approfondire.
Lusso e potenza: solo così potevano darsi risposta gli abitator
Descrizione
Dettagli del prodotto
- Editore
- Carabba
- Autore
- Pontecorvo Gaetano
- Disponibilità
- 1 Libro
- ISBN
- 978889507832