Si è spento a Roma, il 25 novembre 1967, Giorgio Levi Della Vida, professore emerito nell'Università di Roma, socio nazionale dell'Accademia dei Lincei. Perché si abbia un'idea della sua reputazione nel mondo degli studi, nulla forse è adeguato se non il giudizio che fu più volte espresso nelle Università d'Europa e d'America, cioè che egli era il maggiore orientalista del nostro tempo. Quanto all'affetto che lo circondava, basti aggiungere che quel giudizio, pur in sé selettivo e comparativo, non trovava riserve né opposizioni: come a dire che gli si riconosceva universalmente una posizione al di sopra del generale livello accademico, per alto che questo potesse essere. D'altronde, si guardi a coloro che sono stati e si dichiarano suoi allievi:
Enrico Cerulli, maestro degli studi sull'Etiopia, sulle Chiese orientali, sulle relazioni tra Oriente e Occidente; Francesco Gabrieli, massimo arabista e islamista; Maria Nallino, continuatrice dell'opera del padre dall'Istituto per l'Oriente e dalla cattedra di Venezia. E per uscire dal campo orientalistico, ecco Arnaldo Momigliano, grande storico dell'antichità, e Massimo Pallottino, insigne etruscologo. Non basta: ricordiamo fuori d'Italia l'eminente assiriologo Ignace Gelb e il maggiore archeologo americano oggi operante nel Vicino Oriente, James B. Pritchard. Questi non sono che pochi esempi, tra i molti autorevoli; del resto, come diremo poi, per uno scienziato che insegna fuori della cattedra non meno che dalla cattedra gli allievi sono assai numerosi, sicché sarebbe impossibile individuarli integralmente...
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Si è spento a Roma, il 25 novembre 1967, Giorgio Levi Della Vida, professore emerito nell'Università di Roma, socio nazionale dell'Accademia dei Lincei. Perché si abbia un'idea della sua reputazione nel mondo degli studi, nulla forse è adeguato se non il giudizio che fu più volte espresso nelle Università d'Europa e d'America, cioè che egli era il maggiore orientalista del nostro tempo. Quanto all'affetto che lo circondava, basti aggiungere che quel giudizio, pur in sé selettivo e comparativo, non trovava riserve né opposizioni: come a dire che gli si riconosceva universalmente una posizione al di sopra del generale livello accademico, per alto che questo potesse essere. D'altronde, si guardi a coloro che sono stati e si dichiarano suoi allievi:
Enrico Cerulli,
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Dettagli del prodotto
- Editore
- Ipocan
- Autore
- Disponibilità
- 1 Libro
- ISBN
- 3708