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La Lettera e il Mondo

Alla ricerca dei segni che «comprendono» il mondo e lo rappresentano in un linguaggio universale

Arsenale
Libro d'occasione, recante eventuali tracce d'uso
Disponibile in copia unica
€ 20,00
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introduzione di Lina Bolzoni, traduzione di Maria Daniela De Agostini.
pp. 160, nn. tavv. b/n f.t., Venezia
data stampa: 1988
codice isbn: 978887743031

A rappresentare il mondo che si è esteso, dalla fine del secolo XV, ad altre Indie, non bastano più i segni espressi dalle civiltà mediterranee, "conciliabili" in una lingua primaeva risalente all'Eden, a prima della confusione di Babele. Ai mondi utopici di Tommaso Moro corrispondono ora le “lettres utopiques" di Geoffroy Tory; alla fine di imperi e civiltà che l'uomo del Cinquecento deve registrare s'associano gli "changements, conversions et ruines des langues" illustrati da Claude Duret. Le cose e le parole si dividono definitivamente; come osserva Rabelais "i linguaggi sono istituzioni arbitrarie". Tale è la gremita scena che Claude-Gilbert Dubois ridisegna lungo un'archeologia dei segni che dal mito di una lingua originaria adamita risale, con dottrina ed eleganza, ai primi elementi, germinati nei teorici del secolo XVI, di una moderna linguistica comparata, alla quale contribuiscono - in un crogiolo affascinante di teorie - grammatici e cabalisti, retori e visionari, viaggiatori e filosofi, nutriti del perenne mito che "dar nome sia ad un tempo sapere e avere".

Claude-Gilbert Dubois, uno dei più fini studiosi europei del Rinascimento, insegna nell'Università di Bordeaux III, ove dirige un centro di ricerche letterarie sull'immaginario. Tra i suoi libri più importanti ricordiamo: Problèmes de l'utopie, Parigi 1968; Celtes et Gaulois au XVIᵉ siècle: le développement littéraire d'un mythe nationaliste, Parigi 1972; La conception de l'histoire en France au XVIᵉ siècle, Parigi 1977; La poésie baroque e Le Baroque, profondeurs de l'apparence, Parigi 1969 e 1973; Le Maniérisme, Parigi 1978; L'imaginaire de la Renaissance, Parigi 1985.

Lina Bolzoni insegna letteratura italiana all'Università di Pisa.
Tra i suoi saggi: L'universo dei poemi possibili, Roma 1980 e Teatro della memoria, Padova 1984. Ha curato, per la UTET, le Opere letterarie di Campanella.

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