Il presente lavoro nasce soprattutto dall'esigenza di dare corpo e sviluppo ad un'intuizione fondamentale legata alla necessità assolutamente improrogabile di ritrovare per l'uomo, considerato ormai irreversibilmente tecnologico, una nuova ed efficace prospettiva di soluzione al ricorrente e scottante problema del perduto senso dell'unità e dell'autentica universalità. Precisiamo subito comunque che per «unità» non intendiamo l'appiattimento di ciò che è amorfo e indifferenziato, ma il punto di convergenza comune degli elementi archetipici posti alla base della stessa formazione umana.
Non potendo realisticamente ignorare o cancellare la natura qualitativamente tecnologica dell'espressione dell'uomo in sé e a prescindere quindi da modi e dimensioni di sviluppo, non ci resta che tentare la strada di quella che a prima vista può sembrare una diversa forma di utopia, una sorta di entelechia dell'umano. Di fronte a questa insopprimibile esigenza - utopistica o meno nelle ardite pretese della sua prospettiva - ci venga consentito almeno di tentare un'adeguata sistemazione filosofica del problema e delle sue tematiche, cosa che in fondo ci sembra la più importante, al di là dei possibili risvolti pratici. Ci sembra infatti che l'argomento, studiato e concepito in un certo modo, sia in grado di assurgere a vera dignità filosofica e possa trovare il suo spazio fra le varie concezioni già esistenti del pensiero. Anche l'utopia, sappiamo, trova spazio e accoglienza almeno nel mondo della pura speculazione.
Utopia dunque, e tanto più macroscopica ed improponibile essa può diventare quanto più rapportiamo e riferiamo ogni nostra considerazione alla più evoluta e pertanto più esasperata e pericolosa concretizzazione della tecnologia stessa, nella fattispecie di quella attualmente presente nelle società a grande sviluppo industriale. Tuttavia è proprio qui che si può rintracciare la più grande e profonda degenerazione dell'umanità stessa nel suo costante ed irrefrenabile processo di disumanizzazione. Ed è qui che è più importante indagare, nell'acme della crisi, non senza un'acuta analisi epistemologica, per smascherare l'aspetto pseudo-socializzante e pertanto pseudo-universalizzante del progresso tecnologico disumano. [...]
- -5%
Il presente lavoro nasce soprattutto dall'esigenza di dare corpo e sviluppo ad un'intuizione fondamentale legata alla necessità assolutamente improrogabile di ritrovare per l'uomo, considerato ormai irreversibilmente tecnologico, una nuova ed efficace prospettiva di soluzione al ricorrente e scottante problema del perduto senso dell'unità e dell'autentica universalità. Precisiamo subito comunque che per «unità» non intendiamo l'appiattimento di ciò che è amorfo e indifferenziato, ma il punto di convergenza comune degli elementi archetipici posti alla base della stessa formazione umana.
Non potendo realisticamente ignorare o cancellare la natura qualitativamente tecnologica dell'espressione dell'uomo in sé
Descrizione
Dettagli del prodotto
- Editore
- Aquarius Giannone
- Autore
- Nigi Alberto
- Disponibilità
- 1 Libro
- ISBN
- 2996