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Le Satire

Le Satire

Nicola Zanichelli Editore
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Dall'introduzione di Guido Vitali:
"Chi legga per la prima volta anche soltanto un centinaio di versi della prima Satira di Giovenale non può non rimanere vivamente impressionato dal quadro di turpitudine morale ivi descritto, e non può non proporsi due interrogativi: fu veramente così la società romana del primo secolo dell'èra volgare, pur sotto il principato di Nerva di Traiano di Adriano, i tre ottimi imperatori che ressero lo Stato nel quarantennio (96-136 circa) durante il quale il nostro poeta scrisse? e perché e da quali condizioni di vita privata o pubblica fu egli tratto a lanciare sì enfatici e violenti strali contro quella turpitudine?
Non ampio discorso è da fare su la vita dei cittadini e delle cit

Descrizione

Dall'introduzione di Guido Vitali:
"Chi legga per la prima volta anche soltanto un centinaio di versi della prima Satira di Giovenale non può non rimanere vivamente impressionato dal quadro di turpitudine morale ivi descritto, e non può non proporsi due interrogativi: fu veramente così la società romana del primo secolo dell'èra volgare, pur sotto il principato di Nerva di Traiano di Adriano, i tre ottimi imperatori che ressero lo Stato nel quarantennio (96-136 circa) durante il quale il nostro poeta scrisse? e perché e da quali condizioni di vita privata o pubblica fu egli tratto a lanciare sì enfatici e violenti strali contro quella turpitudine?
Non ampio discorso è da fare su la vita dei cittadini e delle cittadine romane durante il principato dei Flavii (Vespasiano, Tito, Domiziano) e durante quello che gli seguì nel quale gli imperatori furono scelti per adozione (Nerva, Traiano, Adriano), cioè durante il periodo della lunga vita di Giovenale, protrattasi oltre l'ottantesimo anno. Il regime politico di questo periodo è ben noto; giovi tuttavia tracciarne qui alcune rapide linee, anche se esso non fu mai direttamente oggetto della satira giovenaliana, esercitatasi esclusivamente contro il costume. La differenza che corse tra esso e quello instaurato da Augusto e poi dai suoi quattro successori della casa Giulia (Tiberio, Claudio, Caligola, Nerone) fu questa: che, se con Vespasiano e coi suoi due figli e successori Tito e Domiziano l'autorità imperiale era passata dalla vecchia aristocrazia curule nelle mani dei « municipali)), cioè di cittadini d'umile origine italica, con Traiano, e poi col suo concittadino ed erede designato Adriano, essa passava addirittura nelle mani dei «provinciali romanizzati», cioè dei cittadini delle regioni sottomesse con le armi da Roma; Traiano e Adriano erano infatti oriundi della Spagna ulteriore.[...]"

Dettagli del prodotto

Editore
Nicola Zanichelli Editore
Autore
Giovenale Decimo Giunio
ISBN
300000000518

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