Argomenti (categorie) ai quali appartiene questo titolo


Mitofanie

Mito, Linguaggio, Realtà, Sogno, Utopia

Todariana
Disponibile in copia unica
€ 24,00
Quantità

presentazione di Giuseppe Addamo.
pp. 176, Milano
data stampa: 1987
codice isbn: 6153

Apel, Bloch, Calderon de la Barca, Domarus Von, Goethe, Guevara Che, Habermas, Heller, Hofmannsthal, Jung, Kant, Kerényi, Luzi, Pasolini, Pound, Schnitzler, Sorel, Vico, Zanzotto.

In un mondo altamente tecnicizzato come il nostro, che pare saper fornire una risposta rapida ed esauriente ad ogni richiesta e' interrogativo dell'uomo, l'Autore con il suo saggio intende dimostrare che la riproposta attualizzata del mito può ancora oggi prospettarsi come criterio interpretativo, privilegiato dell'esistente. Il mito, sia che lo si veda come rappresentazione della psicologia collettiva junghiana, o come ultimo portato del pensiero storicistico vichiano, o come struttura del pensiero paralogico nell'Arieti, si configura come "realtà" a tutti gli effetti, perché è fondazione di vita, conoscenza razionale del mondo sensibile, essenzialità gnoseologica, pur nel suo tentativo di operare una sintesi figurativa di quanto sta "al di sopra" ma non "al di fuori" dell'uomo.

Il mito, per questa sua adesione effettuale al corpo delle cose, "può essere" in ogni epoca, purché mantenga il suo carattere di "mito genuino", cioè di realtà mitologica che affiora a livello della coscienza con i caratteri della spontaneità, dell'originarietà, dell'universalità e dell'armonia. L'epoca attuale purtroppo ha operato in senso opposto, attivando una falsa conoscenza mitologica tecnicizzata, cioè una gnosi artificiosa, particolare, dissonante, disanalogica. come nel caso della ideologia nazista, nel mito dello sciopero generale di Sorel, nel mito rivoluzionario esterofilo del movimento studentesco del "68.

Il concetto di mitologia rattiene in sé, come sua parte costitutiva, anche la problematica inerente al linguaggio, alla trasmissione verbale di una conoscenza verificata del reale. Ma il linguaggio, specie nella sua più alta forma espressiva, la poesia, è in crisi; sono venute a cadere le rispondenze che univano il versante espressivo al versante recettivo, le parole non esprimono più né la verità del reale né il suo trasmutare. Occorrerebbe ricreare - come propone l'Autore in questo libro - un linguaggio nuovo, una "poesia filosofica" questionante, intessuta di concetti, portatrice d'una nuova visione del mondo, anche ideologica se occorre, evocativa ma chiara. Perciò egli ricerca dei modelli storici di questa nuova esigenza espressiva: da Leopardi al Faust di Goethe, da Hofmannsthal al Calderòn di Pasolini, per arrivare all'Ipazia di Luzi.

In questo excursus nel campo della "poesia filosofica", usando come uno dei criteri interpretativi la distinzione di Eraclito tra conoscenza in "stato di veglia" e conoscenza in "stato di sonno", l'Autore arriva ad una stimolante ride terminazione storica dei concetti di sogno e di realtà, attraverso un'originale esegesi che tocca il pensiero di Calderon de la Barca, Cartesio, Leibnitz, Voltaire, Diderot, Schopenhauer, Freud, Schnitzler, Pirandello e Pasolini.

Ambiguità e confusione, sogno contro sogno, l'inafferrabile doppiezza di un Potere che non sa evocare una conoscenza reale del mondo e d'una eversione costretta alla circolarità della reverie, l'integrità dell"'io" frantumata in una miriade di entelechie, persa in uno squilibrio entropico che non sa più omogeneizzare le coordinate dell'esperienza. Come uscire da questa nuova Babele della conoscenza convenzionale e simbolica, di quali elementi sostanziare un nuovo progetto filosofico che inerisca all'attivazione dell'utopia, intesa come scienza esatta di ciò che non è ancora ma inevitabilmente sarà? Forse l'''utopia razionale" di A. Heller mirante a rideterminare la natura sociale dell'uomo attraverso lo stupimento questionante metodico che mette in discussione l'ovvio e l'acquisito? O l"'a-priori" della comunità illimitata della comunicazione, la socializzazione dell'etica kantiana di K. O. Apel? O ancora la "razionalità discorsiva" contrapposta alla "razionalità tecnologica" di J. Habermas?

L'Autore sostiene che l'uomo disintegrato può riappropriarsi della razionalità (intesa come aderenza tra uomo e res), e quindi progettare un nuovo universo di discorso, confrontandosi con le proprie radici prime attraverso lo strumento della conoscenza mitologica, come massima espressione dell'unità di conoscente e conosciuto. Il mito come "genotipo" della storia della umanità, il punto di partenza di ogni eugenetica societaria, il tramite per la costruzione d'un linguaggio e d'una gnosi universale che consentano di superare l'attuale falsa prossimità del reale.

« ... ci sono intuizioni, indicazioni, interpretazioni piene di fascino e originalità geniale, soprattutto per quel che riguarda la fenomenologia della degradazione moderna del linguaggio mitico (dove il suo discorso mi pare più convincente in molti punti rispetto a quello di Roland Barthes, e anche rispetto ad Adorno e a Marcuse e alla Scuola di Francoforte». (Giorgio Barberi Squarotti)

Eraldo Garello è nato a Ceva nel "53 e vive a Bagnolo Piemonte (CN) ove esercita la professione di medico.
Da molti anni si occupa di poesia, letteratura e filosofia. Alcune sue composizioni sono apparse su antologie di poesia contemporanea e una sua silloge è stata pubblicata a Roma nel 1976.
Questo libro scaturisce dalle sue riflessioni e dai suoi scritti sui rapporti che intercorrono fra linguaggio, poetica e filosofia.
Gli corrispondono alcuni volumi di sperimentazione di poesia "filosofica" che verranno in seguito pubblicati.

Indice:

Presentazione

Mito e realtà

Mito genuino e mito tecnicizzato

Per una poesia filosofica

Dalla dissoluzione della parola alla ricostituzione del discorso

Il velo di Elena

"Der Turm" : la " Konigtum " e il " Kinderkonig" Rosaura e Ipazia: sogno e/o utopia?

Il mito come genotipo dell'"ancòra senza luogo"

Riferimenti bibliografici

  • Accettiamo i seguenti pagamenti:
- Carta di credito
- Paypal
- Bonifico bancario
- Conto corrente postale
- Contrassegno Accettiamo i seguenti pagamenti: - Carta di credito - Paypal - Bonifico bancario - Conto corrente postale - Contrassegno
  • Spedizione tramite Poste Italiane s.p.a. Spedizione tramite Poste Italiane s.p.a.