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Crescere, la guerra

Crescere, la guerra

Giulio Einaudi Editore
Disponibile
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Questo libro interroga la poesia nel suo punto piú esposto: là dove la lingua non basta piú, ma non può tacere. Ne nasce una scrittura che attraversa la guerra non tanto come evento, bensí come condizione del corpo, della memoria. Dalla Siria all’Afghanistan, dalla Palestina ai campi profughi, ciò che emerge non è una cronaca, ma un’etica dello sguardo: le voci delle vittime che parlano in queste pagine non chiedono rappresentazione né compassione, chiedono esattezza. 

Francesca Mannocchi intreccia voci e testimonianze raccolte dalle guerre di cui è stata testimone, e affida alla poesia un compito necessario e scomodo: tenere aperta la domanda sull’umano, quando indifferenza o facili semplificazioni tendono a ignorarla.

Descrizione

"Forse il male non è il contrario del bene,

ma la sua ombra.

Forse il vostro Dio ha lasciato per voi

e per tutti

una spina nel fianco del creato.

Per ricordarci che la grazia è un equilibrio

instabile,

una fiamma

che brucia solo se incontra il vento."

Questo libro interroga la poesia nel suo punto piú esposto: là dove la lingua non basta piú, ma non può tacere. Ne nasce una scrittura che attraversa la guerra non tanto come evento, bensí come condizione del corpo, della memoria. Dalla Siria all’Afghanistan, dalla Palestina ai campi profughi, ciò che emerge non è una cronaca, ma un’etica dello sguardo: le voci delle vittime che parlano in queste pagine non chiedono rappresentazione né compassione, chiedono esattezza. Ogni parola è chiamata a misurarsi con ciò che resta quando la casa è perduta, il nome incrinato, il volto reso invisibile. E la memoria non è nostalgia né archivio, ma forza che obbliga a resistere. La poesia diventa allora soglia: il luogo in cui il dolore non viene spiegato, ma custodito; non redento, ma assunto come responsabilità. E scrivere significa non mentire, fare spazio all’altro, accettando che la ferita sia parte della forma.

Francesca Mannocchi intreccia voci e testimonianze raccolte dalle guerre di cui è stata testimone, e affida alla poesia un compito necessario e scomodo: tenere aperta la domanda sull’umano, quando indifferenza o facili semplificazioni tendono a ignorarla. Qui la poesia non consola, non assolve, ma chiede al lettore di fare un passo avanti, di prendere posizione, di sostenere lo sguardo dell’altro. Perché ciò che ferisce è ciò che ci mantiene desti.

Dettagli del prodotto

Editore
Giulio Einaudi Editore
Autore
Mannocchi Francesca
Info libro
pp.80; Torino
Anno stampa
2026
Disponibilità
1 Libro
ISBN
978880627390
Condizione
Nuovo

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