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Un alone di mistero circonda la figura di Manlio Magnani, nato a Parma nel 1881 e morto a San Paolo in Brasile nel 1943. Come mai? Perché?

Il lettore avrà modo di verificare, leggendo gli scritti che presentiamo in questo volume, non inferiori per scelta di argomenti e profondità di dottrina alle opere dei più celebri autori di ermetismo a lui contemporanei, le grandi doti filosofiche e magiche di Manlio Magnani.

Possiamo dire che Magnani fu un maestro di ermetismo e questa affermazione è confortata dalla presenza ai suoi tempi, in America Latina, di una Fratellanza Ermetica di cui Magnani fu un esponente e un capo prestigioso ed in Italia dall'esistenza dell'ordine Egizio a cui Magnani fu probabilmente affiliato.

Descrizione

Un alone di mistero circonda la figura di Manlio Magnani, nato a Parma nel 1881 e morto a San Paolo in Brasile nel 1943. Come mai? Perché?

Il lettore avrà modo di verificare, leggendo gli scritti che presentiamo in questo volume, non inferiori per scelta di argomenti e profondità di dottrina alle opere dei più celebri autori di ermetismo a lui contemporanei, le grandi doti filosofiche e magiche di Manlio Magnani.

Possiamo dire che Magnani fu un maestro di ermetismo e questa affermazione è confortata dalla presenza ai suoi tempi, in America Latina, di una Fratellanza Ermetica di cui Magnani fu un esponente e un capo prestigioso ed in Italia dall'esistenza dell'ordine Egizio a cui Magnani fu probabilmente affiliato.

Ma procediamo con ordine. Le notizie che possediamo sulla vita di Manlio Magnani sono scarse e frammentarie per il periodo "italiano" che va dalla nascita al 1928, anno della partenza per l'Argentina. Sono più abbondanti per il periodo "sudamericano" che va dal 1928 all'anno della morte.

Era un ingegnere meccanico, specializzato nella progettazione dei sistemi di aria condizionata e climatizzazione. Sposò a Parma Irene Valenti da cui ebbe due figli: un maschio che lo seguì ventenne in Argentina e che morì appena vi giunse ed una femmina, Cleofe, che visse senza sposarsi fino alla morte nella casa paterna a Corniglio nelle vicinanze di Parma.

A Parma il giovane Manlio fu iniziato alla massoneria di Rito scozzese, a Palermo all'Antico e Primitivo Rito Orientale di Memphis, lo stesso a cui era stato iniziato Reghini nel 1902 e in cui raggiunse il grado di Grande Ispettore. Appartenne alla Fratellanza Magico Terapeutica di Myriam probabilmente iscrittovi dallo stesso Ciro Formisano, visto che Magnani possedeva il Cordone, la Pragmatica ed i Riti nell'edizione originale di quegli anni, redatti da Giulian Kremmerz, oggetti che l'ermetista napoletano riservava ai soli affiliati.

L'incontro con Reghini risale presumibilmente alla vigilia della prima guerra mondiale o forse al periodo stesso della guerra, dato che Magnani vi partecipò col grado di ufficiale d'artiglieria, lo stesso corpo in cui militò Reghini.

Non possiamo nemmeno escludere, da alcune tracce presenti nei documenti d'archivio e nella corrispondenza di Reghini, un'appartenenza di Magnani al Rito Filosofico Italiano e successivamente, subito dopo la guerra, un'iniziazione alla Scuola pitagorica. Il primo documento che comprova una stretta e fraterna amicizia di Magnani con Armentano è una lettera del 29 marzo 1923 diretta al Maestro calabrese capo occulto della Scuola ltalica:

"Carissimo Amedeo, ho vivissimo il ricordo delle giornate di Roma e penso a te con simpatia ed affetto sempre maggiori. Mi sei apparso come una di quelle grandi anime pensose e solitarie che nella terrena apparizione restano superiori al tempo loro, e sono perciò un prodigio incompreso per i profani e invece per noi sono splendenti di tutti i segni della rivelazione. Sono lieto, e mi dico fortunato, di averti conosciuto. Ti chiedo di permettermi di chiamarti amico, compagno e fratello".

Dettagli del prodotto

Editore
Ass. Culturale Ignis
Autore
Magnani Manlio
ISBN
3018

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