Il Libro dei Re, Shah-nameh, del poeta persiano Firdusi, è la grandiosa sistemazione poetica, nella lingua letteraria della Persia dell’XI secolo, del patrimonio epico-storico dell’Iran, anteriore alla conquista araba e all’islamizzazione del paese. Una saga e una cronaca insieme, che riconduce in uno schema dinastico l’intera storia della civiltà persiana, dai più remoti miti cosmogonici, attraverso leggende e tradizioni orali, fino alla protostoria e alla storia della Persia preislamica.
Figure di eroi, sovrani saggi, condottieri intemerati, re barbarici, sapienti zoroastriani, principesse affascinanti e donne volitive, Alessandro Magno, Cosroe, popolano il susseguirsi dei versi antichi, emergendo dalle nebbie della mitologia per inserirsi in una vera e propria cronaca annalistica di corte nell’età dei Sasanidi, che costituiscono l’ultima fase dei fasti dell’Iran pre-musulmano.
Deserti e foreste, montagne impervie, battaglie sanguinose e duelli cavallereschi, palazzi favolosi e giardini lussureggianti, ambienti e costumi adorni di perle e di gemme, sete preziose e oro e argento sono sfondo delle gesta dei protagonisti e rimandano l’immagine di una civiltà raffinata e progredita che finirà per contaminare nel profondo, rinnovare e arricchire l’islam conquistatore.
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Il Libro dei Re, Shah-nameh, del poeta persiano Firdusi, è la grandiosa sistemazione poetica, nella lingua letteraria della Persia dell’XI secolo, del patrimonio epico-storico dell’Iran, anteriore alla conquista araba e all’islamizzazione del paese. Una saga e una cronaca insieme, che riconduce in uno schema dinastico l’intera storia della civiltà persiana, dai più remoti miti cosmogonici, attraverso leggende e tradizioni orali, fino alla protostoria e alla storia della Persia preislamica.