Il Convegno intende proporre uno stimolante itinerario nel mondo del teatro antico, attraverso la lettura del rapporto e della dialettica tra personaggio e maschera. «Parte integrante del costume dell’attore greco era, come è noto, il prosopopon, la «maschera», non una creazione della scena, ma un derivato di credenze popolari, già preistoriche, assegnantile un valore magico e apotropaico. Teriomorfe o antropomorfe, le maschere giunsero sulla scena soppiantando, all’inizio affiancando, piú rudimentali artifizi: foglie sul capo, il viso tinto di mosto o di fuliggine, ecc. Tespi, secondo la tradizione, ne fu il perfezionatore, usando come materiale la biacca e poi la tela, che rimase in uso per tutta l’antichità accompagnata dal sughero e dal legno. Frinico avrebbe introdotto la differenziazione fra maschere maschili e femminili. Eschilo si sarebbe preoccupato d’una certa espressività della maschera adoprando la policromia ... Il processo della iniziale spersonalizzazione verso la personalizzazione totale del personaggio con le sue infinite possibilità avverrà lentamente nei secoli, il che rende più agevole per un verso e per un altro piú ardua la comprensione del teatro moderno.» (A. Garzya, Prolusione).
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Il Convegno intende proporre uno stimolante itinerario nel mondo del teatro antico, attraverso la lettura del rapporto e della dialettica tra personaggio e maschera. «Parte integrante del costume dell’attore greco era, come è noto, il prosopopon, la «maschera», non una creazione della scena, ma un derivato di credenze popolari, già preistoriche, assegnantile un valore magico e apotropaico. Teriomorfe o antropomorfe, le maschere giunsero sulla scena soppiantando, all’inizio affiancando, piú rudimentali artifizi: foglie sul capo, il viso tinto di mosto o di fuliggine, ecc. Tespi, secondo la tradizione, ne fu il perfezionatore, usando come materiale la biacca e poi la tela, che rimase in uso per tutta l’antichit&ag
Descrizione
Dettagli del prodotto
- Editore
- Naus
- Autore
- ISBN
- 978887478007