Nelle brevi soste fra una marcia e l'altra, un sergente qualunque di una qualunque unità giapponese sperduta nel mare d'orzo della Cina del Nord ha buttato giù alla rinfusa le sue impressioni di guerra. E, così come gli erano venute alla penna, le ha date alle stampe. Il libro si è venduto in Giappone a milioni di copie.
La popolarità di un giornale di guerra è legata a motivi che non hanno spesso a che vedere col suo valore letterario o con la sua efficacia di documento. Per noi, lontani dal teatro della guerra ed estranei alle sue passioni, questo diario ha il significato di un'onesta e genuina pagina di vita. Poco importa che, prima di scriverla, l'autore - al secolo Katsunori Tamai, sovrintendente degli scaricatori del porto di Kyusciu - avesse già pubblicato un volume di novelle, coronato nel 1937 dal premio letterario semestrale Akutagawa: il giornale di guerra del sergente Hino non ha pretese letterarie né preoccupazioni di stile. La sua odissea è l'odissea di tutti i soldati di questo mondo, drammatica e prosaica, grande e stracciona, qualche volta eroica e quasi sempre meschina, diversa ogni giorno e ogni giorno la stessa. L'ha scritta un soldato piovuto sul fronte da non importa dove; innamorato della patria, ma pudicamente; orgoglioso del suo esercito, ma senza vanterie; preparato a morire, ma attaccato alla propria pelle; indurito dal mestiere perché la guerra è guerra, ma troppo sentimentale per non sorprendersi ogni tanto a pensare a casa sua o a disegnare sulla sabbia i nomi di mamma e papà, e troppo semplice per vergognarsi di confessarlo.
Il sergente Hino non conosce la retorica del corrispondente di guerra. Non ama le grandi frasi, non urla, non declama. La sua è una guerra in sordina, una « guerra minore », quella che il soldato combatte ogni giorno, contro i piedi che si gonfiano, contro le pulci che non lasciano dormire, contro la polvere che acceca, contro i ricordi, i desideri, le speranze - la quotidiana, lenta e, se volete, tediosa lotta di una colonna di uomini in marcia verso chissà dove, sempre alle soglie della guerra vera, sempre al di qua da essa.
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Nelle brevi soste fra una marcia e l'altra, un sergente qualunque di una qualunque unità giapponese sperduta nel mare d'orzo della Cina del Nord ha buttato giù alla rinfusa le sue impressioni di guerra. E, così come gli erano venute alla penna, le ha date alle stampe. Il libro si è venduto in Giappone a milioni di copie.
La popolarità di un giornale di guerra è legata a motivi che non hanno spesso a che vedere col suo valore letterario o con la sua efficacia di documento. Per noi, lontani dal teatro della guerra ed estranei alle sue passioni, questo diario ha il significato di un'onesta e genuina pagina di vita. Poco importa che, prima di scriverla, l'autore - al secolo Katsunori Tamai, sovrintendente degli scaricatori del porto di Kyusciu - avesse già pubbl
Descrizione
Dettagli del prodotto
- Editore
- Valentino Bompiani
- Autore
- Hino Ashihei
- Disponibilità
- 1 Libro
- ISBN
- 7802