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Il testo di Daniele De Amicis, scritto con un rigorosissimo equilibrio storico ed accademico, si limita, per così dire, alla classica esegesi evangelica, traendone tuttavia conforti di tutto rispetto alla tesi fondamentale dello studio. Il testo non è in realtà un'espressione revisionista, ma vede nella figura di Gesù, più che nel cristianesimo, un'occasione mancata di evoluzione etica fondata sul perdono.