Sebbene il ''Critone'' faccia parte, secondo la comune opinione, dei dialoghi giovanili come l'''Apologia'', dal punto di vista formale e contenutistico si presenta come una sorta di prologo alle ''Leggi'', opera della tarda maturità. La vicenda del dialogo è nota: Critone, discepolo e amico d'infanzia di Socrate, una mattina dell'anno 399 a.C. si reca in carcere a fargli visita e lo incita a fuggire per evitare la condanna a morte. Socrate, in piena libertà e coscienza, rifiuta l'invito e ribadisce che non è lecito reagire all'ingiustizia con l'ingiustizia. La legge, per Platone, non è dunque frutto di una semplice convenzione tra cittadini ma è uno dei due contraenti; i soggetti del rapporto giuridico sono, da un lato, le Leggi stesse, dall'altro, i cittadini.
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Sebbene il ''Critone'' faccia parte, secondo la comune opinione, dei dialoghi giovanili come l'''Apologia'', dal punto di vista formale e contenutistico si presenta come una sorta di prologo alle ''Leggi'', opera della tarda maturità. La vicenda del dialogo è nota: Critone, discepolo e amico d'infanzia di Socrate, una mattina dell'anno 399 a.C. si reca in carcere a fargli visita e lo incita a fuggire per evitare la condanna a morte. Socrate, in piena libertà e coscienza, rifiuta l'invito e ribadisce che non è lecito reagire all'ingiustizia con l'ingiustizia. La legge, per Platone, non è dunque frutto di una semplice convenzione tra cittadini ma è uno dei due contraenti; i soggetti del rapporto giuridico sono, da un lato, le Leggi stesse, dall'altro, i cittadini.