Questa opera postuma è il terzo volume di Levi su Platone. Il volume è stato avviato nel 1938 – quando Levi è stato privato del suo posto di insegnante presso l’Università di Pavia dalle leggi contro gli ebrei – e completato due o tre anni prima della sua morte nel 1948.
Secondo Levi, Platone ha dimostrato che negare la possibilità di falsi giudizi equivale a negare l’esistenza della scienza e dei giudizi veri. Levi sostiene anche che Platone ha dimostrato che, mentre le cause di errore sono soggettive (o sociali o linguistiche), l’errore si trova nel campo della scienza e della ragione, oltre che nel regno dell’opinione e della sensazione. Inoltre, sostiene Levi, se il non-essere è considerato falso, tale giudizio va ritenuto non assoluto, ma relativo, poiché il giudizio riunisce termini che non sono legati in realtà. Queste affermazioni dipendono, a loro volta, dalla ricostruzione di Levi dei sistemi epistemologici e metafisici che egli asserisce essere nei Dialoghi di Platone. Sulla strada per questa ricostruzione per giustapposizione selettiva delle dottrine, numerosi sono i ricorsi di Levi all’autenticità e all’accuratezza storica della Lettera Settima e agli “insegnamenti non scritti” di Platone.
Quindi Levi si inserisce esattamente in quella tradizione dell’interpretazione di Platone che ha continuato a pensare che i dialoghi sono stati scritti al fine di trasmettere una sistematica ed esplicita “filosofia”, cioè un insieme coerente di dottrine. Successivamente, nello sviluppo di questa tradizione questa interpretazione è stata assimilata dal Neoplatonismo, dalla Scolastica e dall’Idealismo. Per questo approccio, la teoria delle idee (esposta nella Repubblica e nel Parmenide) è centrale.
- -5%
Questa opera postuma è il terzo volume di Levi su Platone. Il volume è stato avviato nel 1938 – quando Levi è stato privato del suo posto di insegnante presso l’Università di Pavia dalle leggi contro gli ebrei – e completato due o tre anni prima della sua morte nel 1948.
Secondo Levi, Platone ha dimostrato che negare la possibilità di falsi giudizi equivale a negare l’esistenza della scienza e dei giudizi veri. Levi sostiene anche che Platone ha dimostrato che, mentre le cause di errore sono soggettive (o sociali o linguistiche), l’errore si trova nel campo della scienza e della ragione, oltre che nel regno dell’opinione e della sensazione. Inoltre, sostiene Levi, se il non-essere è considerato
Descrizione
Dettagli del prodotto
- Editore
- Victrix
- Autore
- Levi Adolfo
- Disponibilità
- 1 Libro
- ISBN
- 978888864664