Accade frequentemente a chi scorra cataloghi e bollettini di libri esauriti o rari d'imbattersi in commenti, antologie, raccolte di testi classici antichi e moderni dovuti a noti studiosi che non disdegnarono la buona divulgazione delle idee e delle tendenze culturali del proprio tempo. Questo genere di scritture, per così dire, minori fu particolarmente coltivato nel periodo tra le due guerre, quando si voleva che la preparazione filosofica fosse acquistata soprattutto leggendo i classici e traendo da questi, al tempo stesso, ispirazione speculativa e controllo critico e storico. L'impresa sarebbe riuscita soltanto parzialmente e di essa restano solo la serie di commenti, di antologie,di raccolte, dedicate in quei decenni ad illustrare l'opera e il pensiero dei maggiori filosofi attraverso i testi, opportunamente, più o meno opportunamente, riportati in tutto o in parte. Non di rado, essi sarebbero serviti a stimolare vocazioni speculative, a suscitare interessi, a dare l'avvio a più importanti ricerche. Il tempo trascorso ha dato la possibilità di valutare più equamente questa letteratura, spesso trascurata e dimenticata, sostituita oggi da ogni sorta di manuali, compendi, tavole sinottiche, intese a rendere essenziale, più "facile", l'apprendimento, secondo che si sostiene da più parti. Chi scrive dubita che questo sia vero e che il ripensamento personale condotto sulle orme segnate dai classici possa essere facilmente sostituito. A molti di questi lavori chi scrive, e la generazione cui appartiene, credono di dovere qualcosa per la loro formazione e per i loro studi, ed ecco perché, quando s'imbattono in questi libri, di solito di esile mole, ma quanto pieni di cose, sembra loro d'incontrare vecchi amici, non scomparsi dalla memoria, e avvertono nei loro confronti come un senso di gratitudine. Essi appaiono così, senza averne l'aria, i testimoni forse più veritieri d'un certo clima culturale, storico, che sarebbe bene non disperdere in un'epoca che dimentica in fretta. Fra i molti, chi scrive queste note ha scelto quest'Antologia vichiana, passi scelti dall'Autobiografia e dalla Scienza nuova, curata da Antonio Corsano, uno dei maggiori studiosi di Vico (Milano, 1935), e la ripropone oggi ancara convinto della sua utilità, nonostante il tempo trascorso e il progresso degli studi. Cambiarla, aggiornarla, sarebbe stato farne qualcosa di diverso e non - come vorrebbe essere - un tipico esempio d'un modo di leggere un classico così stimolante per la sua complessità come Vico. Anche il fitto, denso, talvolta eccessivamente minuzioso, commento d'uno studioso della tempra intellettuale di Corsano, può, con certe sue asperità, aprire la strada alla comprensione d'un testo difficile ma quanto mai ricco di suggerimenti e di suggestioni. Vale anche per noi ciò che Vico scriveva dei tempi suoi: «In navi libri non per altro si commendano che per la facilità, la quale così fiacca e avvelena gl'ingegni siccome la difficoltà gl'invigorisce ed avviva».
- -5%
Accade frequentemente a chi scorra cataloghi e bollettini di libri esauriti o rari d'imbattersi in commenti, antologie, raccolte di testi classici antichi e moderni dovuti a noti studiosi che non disdegnarono la buona divulgazione delle idee e delle tendenze culturali del proprio tempo. Questo genere di scritture, per così dire, minori fu particolarmente coltivato nel periodo tra le due guerre, quando si voleva che la preparazione filosofica fosse acquistata soprattutto leggendo i classici e traendo da questi, al tempo stesso, ispirazione speculativa e controllo critico e storico. L'impresa sarebbe riuscita soltanto parzialmente e di essa restano solo la serie di commenti, di antologie,di raccolte, dedicate in quei decenni ad illustrare l'opera e il pensiero dei maggior
Descrizione
Dettagli del prodotto
- Editore
- La Città Del Sole
- Autore
- Disponibilità
- 1 Libro
- ISBN
- 978888652185