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La storiografia antica ci ha presentato gli Stoici come discendenti da Socrate, ma secondo due diverse linee di discendenza: la tradizione di Diogene Laerzio riconosce il debito di Zenone di Cizio, fondatore della scuola stoica, verso Cratete Cinico, mentre Cicerone sottolinea il grande influsso che il filosofo avrebbe ricevuto dall'Accademia di Polemone. Il compito che quest'opera s'impone è di individuare il nucleo del pensiero zenoniano, attraverso passi, frammenti e testimonianze degli storiografi greci e latini.
L'opera segue l'evoluzione della dottrina stoica dalle posizioni di Zenone a quelle dei suoi successori: da Cleante, direttore della scuola dopo la morte del maestro, più vicino ad un'interpretazione ortodossa del suo pensiero, in contrasto con i colleghi Aristone ed Erillo, rappresentanti di un'ala radicaleggiante; a Crisippo, successore di Cleante, che impresse a tutto il pensiero stoico un'orma tanto profonda che spesso è difficile identificare le origini delle idee e il loro stadio pre-crisippeo.