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Racconti Popolari Yiddish


Neri Pozza
€ 17,56
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a cura di Beatrice S. Weinreich, edizione italiana a cura di Elena Loewenthal. traduzione di Maria Letizia Magini.
pp. 432, Vicenza
data stampa: 2001
codice isbn: 978887305790

Robin Hood degli idiomi, secondo una nota definizione, lo yiddish è stata forse l’unica lingua franca che l’Europa abbia avuto dopo il latino. Nato nell’alto Medioevo come gergo degli ebrei che allora abitavano in Germania, questo insieme di tedesco e di ebraico - con qualche prestito slavo e qualche traccia di latino - nel corso dei secoli è divenuto la lingua degli ebrei cosiddetti ashkenaziti, abitanti cioè in quel vasto territorio che comprende l’Europa continentale. Da Strasburgo a Odessa, da Amsterdam a Mosca, nelle strade, nelle case e nelle botteghe dei quartieri ebraici, l’intera vita profana si esprimeva in yiddish, lasciando all’ebraico il suo immutabile ruolo di lingua sacra, di idioma sovrano nella sinagoga e nelle ore di austera preghiera.
Nell’ampio, sterminato spazio in cui risuonava, tra molteplici tradizioni e costumi, lo yiddish trasportava anche storie e narrazioni antichissime, favole di folletti spiritosi e sovrani di reami mai esistiti, di povere orfane e demoni goffi, apprendisti stregoni e osti di campagna, e racconti magici popolati di rabbini e folli, profeti e principesse.
Con pazienza e devozione, e fedeltà a quello spirito tutto ebraico del passaggio “di generazione in generazione”, Beatrice Silverman Weinreich ha raccolto, in questo volume, le favole e i racconti yiddish più belli e più trasmessi nelle comunità ashkenazite. Il risultato del suo grande lavoro di indagine in un patrimonio quanto mai frammentario e disperso non è soltanto quello che Elena Loewenthal definisce, nell’introduzione alla presente edizione italiana di quest’opera, “una vera e propria summa di favole ebraiche”. È anche, e forse soprattutto, un prezioso lavoro della memoria, in cui sfiorare “con gli occhi e con il cuore” il passato di una lingua estinta nel breve spazio di una generazione.

«Una vera e propria summa di favole ebraiche». (Elena Loewenthal)

«Favole di folletti spiritosi e sovrani di reami mai esistiti, povere orfanelle e demoni goffi, apprendisti stregoni e osti di campagna in un volume che raccoglie le fiabe e le storie yiddish più belle». (Il Secolo XIX)

«Uno spicchio minuscolo del giacimento della letteratura yiddish, ma sufficiente a tracciare una summa del narrare ebraico». (Il Foglio)

«Storie animate da rabbini e principesse, folli e folletti, osti e profeti....» (Sette-Il Corriere della Sera)

Beatrice Silverman Weinreich è una ricercatrice dell'YIVO Istitute for Jewish Research di New York. Autrice di numerosi saggi sulla cultura yiddish, ha collaborato al Language and Culture Atlas of Ashkenazic Jewry e sta lavorando a una nuova, monumentale raccolta di racconti yiddish in lingua...

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