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Il Teatro Scomparso

Testi e spettacoli fra il X e il XVIII secolo

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prefazione dell'autore.
pp. 444, Roma
data stampa: 1990
codice isbn: 9579

Dalla prefazione dell'autore:
"Ho raccolto, sotto il titolo Il teatro scomparso, testi di relazioni tenute in diversi convegni in Italia e all'estero, saggi pubblicati in varie occasioni in un considerevole arco di tempo.
Gli uni e gli altri hanno in comune il tema: la drammaturgia medioevale e rinascimentale, che è scomparsa da secoli dai cartelloni dei nostri teatri e che, da quindici anni, il nostro Centro di Studi sul Teatro Medioevale e Rinascimentale tenacemente propone all'attenzione degli studiosi e degli uomini di teatro italiani e stranieri, con i suoi convegni internazionali e con i suoi spettacoli.
I primi testi qui ordinati mostrano, seppur con un discorso frammentario, le origini liturgiche della drammaturgia latina del Medio Evo europeo, illustrando momenti nobili ed alti della produzione benedettina, che sintetizza i valori della teologia cristiana in forme non immemori della tradizione poetica classica, mentre un altro saggio mette in luce la straordinaria personalità della monaca-scrittrice sasso ne Rosvita che, nel X secolo, vuol emulare i testi di Terenzio con la sua serie di drammi appassionati e inquietanti.
Altri studi mostrano la ricchezza delle esperienze medioevali dell'area italiana: dal leggendario e suggestivo episodio del torneo detto «Il Castello d'amore», svoltosi a Treviso nel 1214, al «serraglio» mobile di Federico II promotore di spettacoli mirabolanti, alle esperienze nostrane della cosidetta «commedia elegiaca» con le sue avventure amorose, offerte come «exempla» per una riflessione morale.
Il secondo tempo della drammaturgia religiosa è provocato dall'intervento del grande santo creativo e non-conformista, Francesco d'Assisi, che umanizza la religiosità, specie dei ceti medi e popolari, ed è punto di riferimento per la vita penitenziale e poetica delle confraternite umbre, che creano, con un linguaggio appassionato e fervente, la nostra drammaturgia religiosa «volgare».
Alla fine di questa secolare parabola di laude drammatiche, di devozioni e di sacre rappresentazioni, c'è l'opera di Lorenzo de'Medici, umanista classicheggiante e, tuttavia, sensibile (come dimostra il suo dramma storico «Rappresentazione dei SS. Giovanni e Paolo») alla tematica religiosa della tradizione fiorentina.
Il momento successivo, nel quale l'Umanesimo quattrocentesco diventa Rinascimento, è illustrato da alcune relazioni su importanti e malnote tragedie, che sono poi corredate da un saggio sulle teorie dell'interpretazione tragica alla fine del Cinquecento. Conclude la raccolta lo studio su una tragedia, scoperta quarant'anni fa presso un libraio antiquario milanese, L'Ippanda, tragedia del rimorso morale, che annuncia la nuova sensibilità degli autori italiani nell'età della Riforma Cattolica."

Federico Doglio nasce a Milano nel 1926 e si laurea in letteratura italiana con Mario Apollonio, all'Università Cattolica del S. Cuore.
Dal 1949 esercita la critica teatrale sul quotidiano «L'Italia» e su riviste quali «Vita e Pensiero», «Studium», «Il Veltro»; collabora all'«Enciclopedia dello Spettacolo». Nel 1955 entra per concorso alla RAI e lavora nello spettacolo televisivo, nei programmi culturali e sperimentali. Organizza settimane di studio sulla tv al Centro di cultura dell'Università Cattolica al Passo della Mendola, e corsi di formazione in RAI per giovani scrittori.
Dal 1965 è professore di Storia del Teatro e dello Spettacolo all'Università di Roma La Sapienza, Facoltà di Magistero. Dal 1967 al 72 è condirettore del Teatro Stabile di Torino. Dal 1975 programma e dirige il Centro di Studi sul Teatro Medioevale e Rinascimentale, organizzando ogni anno un convegno internazionale e allestendo uno spettacolo con attori professionisti. Svolge attività didattica in alcuni paesi europei, in Francia (presso la Sorbonne Nouvelle Paris III, e a Rennes), in Spagna (presso l'Università Complutense di Madrid, e la Facoltà di Filologia dell'Università di Valencia). Dal 1981 è consigliere d'amministrazione dell'Ente Teatrale Italiano.

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