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Rodolfo II

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Un imperatore nella Praga dell'arte, della scienza e dell'alchimia

Mondadori
€ 18,00
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pp. 234, Milano
data stampa: 2007
codice isbn: 978880457322

Lunatico, testardo, geloso, imprevedibile, ma anche pacifico, tollerante, generoso, Rodolfo II d'Asburgo è senza dubbio il sovrano più enigmatico del Rinascimento europeo. Figlio di Massimiliano Il e di Maria di Spagna, discendente dalla grandiosa stirpe di Isabella di Castiglia, Giovanna la Pazza e Carlo V, allevato alla corte dello zio materno Filippo ll, di religione cattolica ma fortemente attratto dai movimenti riformatori dei luterani, calvinisti e hussiti, e perciò sospettato di eresia, a ventitré anni fu incoronato re di Ungheria e di Boemia, e a ventiquattro divenne imperatore del Sacro Romano Impero. Attratto dall'atmosfera misteriosa di Praga, Rodolfo trasferì la capitale dell'impero da Vienna alla ricca capitale boema, e trasformò il castello di Hradkany in un laboratorio di alchimia e astronomia dove si incontravano celebri maghi e importanti scienziati come Keplero e Tycho Brahe, ma anche in uno scrigno di opere d'arte senza eguali, frequentato da pittori e scultori, miniaturisti e intagliatori di pietre e, ancora, da musicisti, poeti, scrittori e filosofi. Dotato di un'intelligenza acuta e tuttavia annoiato dai compiti di governo, interessato soltanto all'arte e alle scienze occulte, all'equitazione e alla caccia, sensibile al fascino femminile ma affetto da una depressione ciclica che lo portava al più totale isolamento, Rodolfo incarnò tutto il fascino e le contraddizioni del suo tempo. Unendo l'ispirata sensibilità del romanziere all'attenzione per il dettaglio propria del ricercatore appassionato, Edgarda Ferri fa rivivere la leggenda di un sovrano eccentrico e grandioso e la tragedia un uomo incompreso e solo. Se, intatti, la corte praghese fu rutilante e sfarzosa, adornata dalle scenografie trionfali di Giuseppe Arcimboldo e dalle musiche sacre di Claudio Monteverdi, la vita privata di Rodolfo fu costellata di episodi drammatici, come la misteriosa scomparsa di Anna Maria Strada, amata segretamente per diciassette anni, e la terribile fine del figlio primogenito, ancorché bastardo, don Giulio, trovato morto ai piedi del castello di Krumlov, dove era stato rinchiuso come un pazzo furioso. Ma è tutta l'Europa che viene ritratta nello straordinario affresco tracciato con mano sicura e felice da Edgarda Ferri, dove, fra intrighi di corte, feste sontuose, parate militari, partite di caccia,processi e roghi dell'Inquisizione, fughe rocambolesche da prigioni e fortezze, si muovono tutti i protagonisti del tempo: Filippo di Spagna e il suo disgraziato figlio don Carlo, lo zar di Russia e lo scià di Persia, quattro successivi papi e la regina Elisabetta di Valois. Fino a Mattia, fratello e rivale, che marcerà contro di lui, lo spodesterà, e infine lo relegherà nel palazzo del Belvedere dove, come scrisse al papa il nunzio apostolico Guido Bentivoglio, "ormai a Rodolfo non resta che la nuda ombra della corona imperiale".

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