La storia della sessualità medievale deve scontare un paradosso fondamentale. Anche nel Medioevo esistevano degli specialisti dei problemi sessuali, uomini che ne scrivevano, che definivano comportamenti leciti e illeciti, che dispensavano consigli.
Ma erano quasi nella totalità individui a cui la sessualità veniva ufficialmente negata. Infatti, anche i discorsi normativi sul sesso erano appannaggio degli uomini di Chiesa, per i quali la continenza degli appetiti e della pratica del sesso divenne ben presto un obbligo oltre che un ideale, per lo meno in teoria.
Santa Ildegarda si occupa della sessualità femminile e maschile, del concepimento, della gravidanza, del parto, della bellezza del corpo, con una larghezza di vedute che stupisce in particolar modo soprattutto se rapportata ai tempi e al suo stato di monaca benedettina.
Ildegarda non si censura nel descrivere il rapporto tra uomo e donna, il piacere sessuale, i disturbi legati all'apparato riproduttivo o i dolori mestruali.
Nel Medioevo le caratteristiche psicologiche dei quattro tipi di donna (sanguigna, flemmatica, collerica, malinconica) vengono attribuite alle caratteristiche fisiche corrispondenti. Per ognuno dei quattro umori e peculiarità fisiche della donna Ildegarda descrive: il comportamento sessuale, il flusso mestruale, la predisposizione verso certe malattie, la fertilità.