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Verità e Mito

il dramma ebraico al vaglio della storia

Carabba
Libro d'occasione, recante eventuali tracce d'uso
Disponibile in copia unica
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introduzione di Saul Israel, traduzione di M. Villerot.
pp. 180, Roma
data stampa: 1965
codice isbn: 5933

Un appello alla coscienza cristiana: potrebbe essere lo slogan di questo appassionante saggio che l'Autore ha lasciato come testamento spirituale dopo aver trascorso oltre tre lustri della sua vita a battersi affinchè la verità si facesse strada nel cuore degli uomini. La questione ebraica ha origini molto remote, forse proprio per questo nessuno mai si era preoccupato di andare a rimuovere con altrettanto impegno e rigore i pregiudizi, le storture, le inesattezze storiche che sono la sostanza di tutta la mitologia antiebraica: per dimostrare l'infondatezza di una tradizione così fortemente radicata, occorreva la fede di uno studioso agguerrito e la disperazione che si tra· muta in forza spirituale di un uomo percosso dalla tragedia.

Storico insigne alla Sorbona, amico fraterno di Péguy, Jules Isaac forse mai si sarebbe buttato anima e corpo nella generosa battaglia per il trionfo della giustizia e della verità se non fosse stato colpito così da vicino dalla persecuzione: la moglie e la figlia, strappategli dai nazisti, non tornarono più dai campi di concentramento. Da quel giorno Isaac visse con uno scopo unico: abbattere la barriera di odio teologico esistente tra cristiani ed ebrei; e per far ciò dovette risalire alle fonti storiche più antiche, agli stessi Vangeli, ai Manoscritti del Mar Morto, onde essere in grado di dimostrare con pezze d'appoggio inoppugnabili che l'antisemitismo fu solo frutto di iniziali errori che attraverso i secoli assunsero dimensioni e forme aberranti. L'alienazione collettiva si moltiplicò geometricamente fino a raggiungere il culmine della follia delinquenziale con Hitler e compagni.

Isaac parla ai cristiani e ritiene che il problema interessi soprattutto loro, giacchè se sono veri cristiani hanno il dovere di liberarsi di ogni pregiudizio che corrompe e vanifica la loro stessa fede. Giovanni XXIII volle ricevere e parlare con Jules Isaac, il quale ebbe la consolazione di vedere accolta una delle sue più tormentose istanze: cancellare dai testi della Chiesa la definizione di "popolo deicida".

Un passo avanti è stato fatto nelle relazioni ufficiali tra cristiani ed ebrei; ma non basta: bisogna entrare nelle coscienze- e stimolarle perchè rifiutino, come merce di contrabbando, i prodotti più irrazionali della storia da cui esplodono le cacce alle streghe, i pogrom, i linciaggi, insomma tutto l'odio di razza che fa dell'uomo il lupo dell'uomo.

"E' scandaloso che possa avere ragione fino a tal punto" ha scritto di Isaac un grande scrittore e un grande cristiano come Julien Green; "molte delle accuse dirette contro di noi sono le stesse, temo, di cui un giorno ci farà carico un giudice infinitamente più potente". Ed ha aggiunto: "Non è possibile colpire un ebreo senza colpire Colui che è l'uomo per eccellenza e nello stesso tempo il fiore d'Israele; è sempre Lui, non ha finito ancora di soffrire".

Indice:

Introduzione

PRELIMINARI
1 Un vero cristiano non può essere antisemita
2 Tuttavia conscio o inconscio, l'antisemitismo è profondamente radicato nella cristianità
3 Obiezione: il tema dell'eterno, universale antisemitismo. Questo tema tuttavia non ha una solida base storica
4 L'antisemitismo pagano, pre-cristiano, il cui focolaio fu Alessandria, è della specie più volgare
5 Di natura teologica, l'antisemitismo cristiano è stato molto più nocivo e duraturo poiché si è prolungato fino ai nostri giorni

TRE TEMI PRINCIPALI
I - LA DISPERSIONE DI ISRAELE CASTIGO DELLA PROVVIDENZA
1 Bisogna distinguere la Dispersione fatto storico e la Dispersione mito teologico
2 La teologia cristiana insegna comunemente che la Dispersione d'Israele del 70 dopo Cristo è la punizione divina per la Crocifissione
3 Affermazione talmente categorica e ripetuta per tanti secoli da passare nei libri di storia
4 La verità storica è che la Dispersione è cominciata più di mezzo millennio prima dell'era cristiana
5La Dispersione d'Israele assume una più grande estensione dopo le conquiste di Alessandro e l'ellenizzazione dell'Oriente (IV-II secolo avanti Cristo)
6 Con la conquista romana e la fondazione dell'Impero la Dispersione ebraica si è estesa in tutto il mondo Mediterraneo
7 Se la Dispersione d'Israele è di molto anteriore alla data del 70 d. C. possiamo dire ch'essa sia terminata con questa data? No, la verità è un'altra
8 Non Dispersione definitiva, ma impoverimento del giudaismo palestinese, questa è la verità storica che dovrebbe imporsi a tutti, teologi e storici

II - IL GIUDAISMO DEGENERATO AL TEMPO DI GESU'
1 Altro tema teologico, enunciato, rafforzato e diffuso nei secoli: al tempo di Gesù la religione d'Israele non era più che un legalismo senza anima
2 Anche qui la verità storica smentisce le tesi più importanti dell'insegnamento tradizionale: essa attesta l'intensità della vita religiosa in Israele in quel periodo
3 I manoscritti scoperti presso il Mar Morto hanno risuscitato, in modo impressionante, una delle principali sette ebraiche esistenti ai tempi di Gesù: la setta degli Esseni
4 Grazie alle recenti scoperte, possiamo ora conoscere con esattezza le alte aspirazioni religiose di questa setta ebraica, guidata da un sacerdote ispirato, il Maestro di giustizia
5 Le scoperte di Qumran hanno rivoluzionato non soltanto la storia del giudaismo precristiano, ma anche quella delle origini cristiane

III - IL TEMA DEL POPOLO DEICIDA
1 Contro le minoranze ebraiche disperse in paesi cristiani, nessuna credenza è stata più dannosa, più micidiale di quella di « popolo deicida»
2 La Dottrina cristiana induce a distinguere qui accuratamente il piano teologico ed il piano storico. L'accusa di deicidio nasce da una pericolosa confusione di questi due piani
3 La Crocifissione è un avvenimento storico. Non lo si può studiare senza tener conto dell'ambiente storico nel. quale è inserito
4 La Crocifissione è conosciuta solo attraverso i Vano geli. Ma i Vangeli sono opere di insegnamento religioso, di catechesi, che non mirano in alcun modo alla esattezza storica
5 In ultima analisi e malgrado la difficoltà dell'impresa bisogna cercare di scoprire quanto può sussistere di verità storica sotto la catechesi cristiana dei racconti della Passione

ALLEGATI
I Quindici anni dopo, eco molto attenuato di un aspro dibattito
II Sull'interpretazione abusiva dei testi sacri, a proposito del tema della maledizione d'Israele
III Dalle proposte, in «Jésus et Israël»

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