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Nella "Vita di Proclo", scritta dal discepolo Marino, si legge che - di tutti i testi antichi - il maestro avrebbe voluto salvare soltanto gli "Oracoli Caldaici" e il "Timeo". Tale era il fascino degli "oracoli", che Gemisto Pletone raccolse all'inizio del XV secolo, attribuendoli ai discepoli di Zoroastro, e Kroll editò nel 1894.