I tre saggi qui riuniti (oltre a quello che dà nome al volume, gli altri due, minori, sono: Chiesa e Stato di città nell'Italia meridionale, e Chiesa e democrazia medievale, Chiesa e democrazia moderna) videro la luce fra il 1907 e il 1912, cioè negli anni in cui ancora vivo era il dibattito sul «socialismo cristiano» e sul «modernismo».
«Entro o al margine della Chiesa - scrive il Volpe - ribollivano opposizioni che facevano correre il pensiero ad un Valdo o ad un Francesco, di fronte alla gerarchia con la quale la Chiesa più che mai si identificava». La riflessione storica del Volpe era dunque sollecitata dai problemi del presente, nasceva - si potrebbe dire come «storia contemporanea». Ma il bisogno di ricondurre il passato all'attualità non forza quasi mai la mano allo storico, che si cala totalmente in quel mondo medievale travagliato da fermenti sociali e politici, oltreché religiosi, e si serve delle eresie come filo conduttore per ricostruire un periodo di crisi e trasformazione della società italiana tutta quanta (secoli XI-XIV). Le eresie, cioè, sono dal Volpe considerate non come un capitolo della storia del dogma o delle religioni, né, alla maniera del Tocco, dal punto di vista della storia delle idee, ma come momento saliente di una storia più ampia, nella quale entrano, con le esigenze pratiche, con la psicologia e la cultura dei ceti portatori del verbo eretico, i rapporti sociali e politici in tutta la loro complessità. La storia delle eresie si intreccia così con la storia delle origini dello stato moderno, col sorgere dello spirito individualistico, segno distintivo della nuova epoca; in breve, ci porta in mezzo a quella grande rivoluzione dalla quale emerge la civiltà del Rinascimento.
Gioacchino Volpe, nato a Paganica (L'Aquila) nel 1876, studiò alla Scuola Normale di Pisa, quindi a Firenze e a Berlino Dal 1906 insegnò storia moderna presso l'Accademia Scientifico-letteraria di Milano, nel 1924 passò alla facoltà di scienze politiche presso l'Università di Roma, dal 1926 al 1943 diresse la Scuola di Storia moderna e contemporanea a Roma. fu direttore della" Rivista storica italiana» e della sezione di Storia medievale e moderna dell'"Enciclopedia italiana ". Opere principali, oltre alla presente: Studi sulle istituzioni comunali a Pisa (2ᵃ ed. 1970), Toscana medievale: Massa, Volterra, Luni-Sarzana (rist. 1964), Medio Evo italiano (2ᵃ ed. 1961), Il Medio Evo (3ᵃ ed. 1958), Storici e maestri (2ᵃ ed. 1967), Momenti di storia italiana (1925), L'Italia in cammino (1927), Italia moderna, voll. 3 (1943, 1949, 1952).
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I tre saggi qui riuniti (oltre a quello che dà nome al volume, gli altri due, minori, sono: Chiesa e Stato di città nell'Italia meridionale, e Chiesa e democrazia medievale, Chiesa e democrazia moderna) videro la luce fra il 1907 e il 1912, cioè negli anni in cui ancora vivo era il dibattito sul «socialismo cristiano» e sul «modernismo».
«Entro o al margine della Chiesa - scrive il Volpe - ribollivano opposizioni che facevano correre il pensiero ad un Valdo o ad un Francesco, di fronte alla gerarchia con la quale la Chiesa più che mai si identificava». La riflessione storica del Volpe era dunque sollecitata dai problemi del presente, nasceva - si potrebbe dire come «storia contemporanea». Ma il bisogno di ricondurre il passato all'attualità non forza quasi ma
Descrizione
Dettagli del prodotto
- Editore
- Sansoni
- Autore
- Volpe Gioacchino
- ISBN
- 900000004195