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L'Idolatria in S. Agostino

L'Idolatria in S. Agostino

Pontificio Seminario Lombardo
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Perché l'uomo creato per amare e conoscere Dio ed in questo modo essere pienamente se stesso, decade invece nell'adorazione delle creature (Rm 1,21-25)? Perché segue e adora le proprie immaginazioni degradando progressivamente in una schiavitù mentale ed esistenziale sempre peggiore? Cosa provoca tale decadimento nell'uomo? E soprattutto: come fare per rialzarsi? Cosa può far riemergere la consapevolezza dell'uomo e della sua dignità? Come rinasce la sua capacità del destino e la sua libertà? Domande antiche e nello stesso tempo profondamente attuali. Il fenomeno dell'idolatria e della religione politeistica pagana ha rappresentato per la prima cristianità un punto di confronto serrato e di lotta apologetica. Sin dai temp

Descrizione

Perché l'uomo creato per amare e conoscere Dio ed in questo modo essere pienamente se stesso, decade invece nell'adorazione delle creature (Rm 1,21-25)? Perché segue e adora le proprie immaginazioni degradando progressivamente in una schiavitù mentale ed esistenziale sempre peggiore? Cosa provoca tale decadimento nell'uomo? E soprattutto: come fare per rialzarsi? Cosa può far riemergere la consapevolezza dell'uomo e della sua dignità? Come rinasce la sua capacità del destino e la sua libertà? Domande antiche e nello stesso tempo profondamente attuali. Il fenomeno dell'idolatria e della religione politeistica pagana ha rappresentato per la prima cristianità un punto di confronto serrato e di lotta apologetica. Sin dai tempi apostolici la necessità di una reale conversione alla fede cristiana viene sentita contemporaneamente come l'esigenza di uno strappo dai riti e dalla mentalità idolatrica tipiche della cultura religiosa antica perché evidentemente contrarie alla totalità della pretesa cristiana. Ma anche dopo l'Editto di Costantino (313) la situazione della Chiesa - ben lungi dall'essere risolta - è ancora per molti anni terreno di dibattito e di scontro tra i pensatori pagani e i Padri della Chiesa che constatano il permanente peccato di idolatria presente nelle comunità cristiane.

Gli idoli pagani dei templi vengono abbattuti per decreto imperiale ma "gli idoli del cuore" rimangono ben saldi nell'animo anche di tanti cristiani che aderiscono alla vita della comunità. Perché accade questo? Questo studio si propone di rispondervi alla luce della testimonianza autorevole di uno tra i più grandi maestri dell'epoca patristica, Agostino (354-430), che visse e crebbe in un mondo ancora profondamente pagano e che, convertito, non perse occasione di mostrarne, a più riprese, l'irrazionalità intrinseca e l'assurdità esistenziale. Nei suoi sermoni al popolo ancora intriso di una "cultura idolatrica", come nei suoi trattati sistematici in difesa della fede cristiana e contro i nemici della stessa (in particolare il De Vera religione e il De Civitate Dei) egli affronta direttamente la questione attraverso un "taglio antropologico" originale. Non si accontenta di condannare come demoniache le varie deviazioni idolatriche dell'animo umano (come aveva fatto sostanzialmente l'apologetica cristiana fino a lui) bensì entra nel merito e iscrive il fenomeno idolatrico al livello profondo dell'animo umano come frattura dell'ordine originario voluto da Dio Creatore e innanzitutto come un venir meno, per decisione volontaria, dalla propria condizione iniziale; l'idolatria prima che un problema morale o un errore di natura cultuale è un errore di giudizio, è un venir meno alla condizione umana originaria così come l'ha voluta e creata Dio.

Dettagli del prodotto

Editore
Pontificio Seminario Lombardo
Autore
Bolis Giuseppe
Disponibilità
1 Libro
ISBN
978887105179

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