Carrello
Jean Guitton legge la trama della vita come risultante di due libertà che si intersecano e sovrappongono: la nostra e quella di un Altro che, entro l'orizzonte delle nostre istanze e mediante il gioco delle circostanze, ci spinge alla ricerca del nucleo segreto del nostro stesso essere.
Riconoscere l'esistenza di Dio nella vita significa accorgersi che la nostra identità più vera e profonda, l'essere in pienezza a cui ognuno aspira coincide precisamente con un progetto che l'Altro ha di noi. La storia dell'uomo non è sottomissione a un destino cieco e implacabile; d'altra parte, una libertà prometeica e assoluta coincide fatalmente con l'assoluta casualità dell'irrazionale.
Storia e destino sono due aspetti di una stessa dinamica che si svolge tra le pieghe minute dell' esistenza quotidiana. E se ci interroghiamo, seppur confusamente, sul senso ultimo e pieno della nostra vita, ciò è possibile perché la Totalità della nostra vita esiste già come punto indivisibile contemporaneamente ai singoli avvenimenti che la compongono; una Totalità che è alla radice stessa del nostro essere già mentre siamo sulle vie del tempo.