Questo libro riesce a chiarire con maestria la natura della pratica tantrica. In contrasto con gli approcci della religione convenzionale, il tantra non tenta di calmare il tumulto dell’esistenza con promesse consolatorie di paradiso e salvezza. Il praticante tantrico sceglie pertanto di affrontare le forze sconcertanti e caotiche di paura, aggressività, desiderio e orgoglio, lavorando in modo tale che queste siano incanalate nell’espressione creativa, nelle relazioni d’amore e in forme di vita saggiamente impegnate.
Per rendere i processi del tantra psicologicamente intelligibili per un lettore contemporaneo, Rob Preece fa così un uso giudizioso del lavoro della psicoterapia moderna, creando un collegamento avvincente tra una tradizione occidentale che si rifà alle tradizioni alchemiche del nostro passato e le comparabili “strategie alchemiche” delle pratiche tantriche nel Buddhismo tibetano. In linea con gli obiettivi pragmatici e terapeutici sia della psicoterapia che della meditazione buddhista, La psicologia del tantra buddhista non perde mai di vista l’importanza centrale di applicare queste idee alle realtà concrete della vita quotidiana.