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Il Cielo di Babilonia

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Tropea
€ 18,00
introduzione dell'autore, traduzione di Aldo Magagnino.
pp. 288, 1 cartina b/n f.t., Milano
data stampa: 2003
codice isbn: 978884380379

"Mentre la notte iniziava a stendere le sue ombre sulla Mesopotamia, squadre di astrologi si preparavano alla veglia notturna; avevano l'ordine di osservare con assiduità il cielo. La prima comparsa della Luna nuova era cruciale per il calendario babilonese. L'astrologo che si fosse lasciato sfuggire quel momento avrebbe rischiato il disprezzo del re."

Nell'antica Mesopotamia, l'osservazione del cielo era un affare di stato. Il più antico testo di divinazione astrale venne scritto diciassette secoli prima di Cristo proprio a Babilonia, con il preciso scopo politico di prefigurare le ripercussioni dei movimenti celesti sul destino del popolo, di preparare talismani e rituali che scongiurassero i pericoli annunciati dalle stelle.
Maghi, sciamani e divinatori scrutarono il corso del sole, il movimento dei pianeti, annotando su tavolette di terracotta fenomeni regolari ed eventi inusitati, il succedersi delle fasi lunari, la congnizione o l'opposizione degli astri. Quei dati sperimentali costituirono il corpus originario del sapere astrologico: i babilonesi individuarono quasi tutti i pianeti, associandoli a divinità benigne oppure ostili, disegnarono le costellazioni sulla volta celeste e tracciarono la fascia zodiacale come la conosciamo oggi.
Questa fusione di religione pagana, astronomia e magia si diffuse nel mondo greco-romano attraverso gli insegnamenti dell'occultismo, e rimase vitale per tutto il Medioevo fino in età moderna. Nonostante l'opposizione della Chiesa, gli scritti di Ermete Trismegisto furono portati in Italia proprio dai religiosi giunti in Toscana per partecipare al Concilio di Firenze: Cosimo de' Medici ordinò a Marsilio Ficino di tradurli immediatamente, per poterli leggere prima di morire. La "conoscenza segreta" sarebbe diventata uno degli elementi più fecondi della cultura rinascimentale.
Intrecciando studio cosmologico, archeologia e pensiero ermetico, Michael Baigent ripercorre l'affascinante mistero delle origini dell'astrologia, l'antica scienza dei saggi babilonesi che, "sedotti dalla notte, osservavano rapiti il cielo buio e infinito oltre le torri dei templi di Mesopotamià".

Michael Baigent è nato in Nuova Zelanda nel 1948 e dal 1976 vive in Inghilterra, dove si è laureato in Psicologia presso l'Università di Canterbury (Christchurch). È autore di successi come Misteri antichi (Marco Tropea Editore, 1999) e, insieme a Richard Leigh, L'inquisizione (Marco Tropea Editore, 2000), Il mistero del Mar Morto (1997; Net, 2002), L'elisir e la pietra(1998; Net, 2003).

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