Carrello
Monografia sulla ricerca artistica di Carla Cacianti nell'ultimo decennio, in particolare sul progetto Eur 42 | 24, pubblicata in occasione della mostra personale ad Ales durante Les Rencontres de la Photographie 2024. Introduzione e saggio critico di Stefano Gallo, documentazione fotografica completa delle opere del progetto Eur e antologia di opere dal 1987 al 2019.
«Il linguaggio visivo delle opere di Eur 42 | 24 si basa sulla riproduzione
fotografica di ciascun soggetto e un successivo intervento di modellato plastico
attraverso la piegatura della carta stampata. La superficie della fotografia assume
in tal modo l’articolazione in piani di una scultura a rilievo. Il dato visivo della
fotografia e il modellato plastico vengono integrati dall’artista in una
rappresentazione in cui l’indagine sullo spazio e la creazione di spazialità
appaiono essere le chiavi principali per interrogare il soggetto.
Dallo sguardo sui volti, in Ferite e Identità Mutevoli, a quello sulle architetture in
Mutazioni e in EUR 42 | 24, pur variando gli interlocutori scelti da Cacianti,
permane il tema di un’analisi insistita sull’identità dei soggetti. Lo scavo e l’aggetto
plastico che dominano le opere appaiono quasi come la registrazione dei
movimenti non solo dello sguardo ma anche della mano e del corpo dell’artista in
rapporto alla realtà che ha rappresentato.
Il dare rilievo all’immagine fotografica non ha la sua ragion d’essere in una volontà
in primo luogo estetica, ma nel bisogno di avvicinare a sé l’impalpabile distanza
che è propria dell’immagine fotografica stampata sulla carta o prodotta sullo
schermo di un apparecchio digitale. La ricerca di Carla Cacianti si può leggere
come un tentativo di riguadagnare all’esperienza fisica, dunque alla percezione
tattile, l’immagine astratta e incorporea secondo cui il mondo tende oggi a
presentarsi. Le architetture dell’EUR da questo punto di vista risultano essere
soggetti che sollecitano con forza la volontà di dialogo e di interrogazione
dell’artista per aprire nuovi spazi di relazione.»
(dal testo introduttivo)
«Il linguaggio visivo delle opere di Eur 42 | 24 si basa sulla riproduzione
fotografica di ciascun soggetto e un successivo intervento di modellato plastico
attraverso la piegatura della carta stampata. La superficie della fotografia assume
in tal modo l’articolazione in piani di una scultura a rilievo. Il dato visivo della
fotografia e il modellato plastico vengono integrati dall’artista in una
rappresentazione in cui l’indagine sullo spazio e la creazione di spazialità
appaiono essere le chiavi principali per interrogare il soggetto.
Dallo sguardo sui volti, in Ferite e Identità Mutevoli, a quello sulle architetture in
Mutazioni e in EUR 42 | 24, pur variando gli interlocutori scelti da Cacianti,
permane il tema di un’analisi insistita sull’identità dei soggetti. Lo scavo e l’aggetto
plastico che dominano le opere appaiono quasi come la registrazione dei
movimenti non solo dello sguardo ma anche della mano e del corpo dell’artista in
rapporto alla realtà che ha rappresentato.
Il dare rilievo all’immagine fotografica non ha la sua ragion d’essere in una volontà
in primo luogo estetica, ma nel bisogno di avvicinare a sé l’impalpabile distanza
che è propria dell’immagine fotografica stampata sulla carta o prodotta sullo
schermo di un apparecchio digitale. La ricerca di Carla Cacianti si può leggere
come un tentativo di riguadagnare all’esperienza fisica, dunque alla percezione
tattile, l’immagine astratta e incorporea secondo cui il mondo tende oggi a
presentarsi. Le architetture dell’EUR da questo punto di vista risultano essere
soggetti che sollecitano con forza la volontà di dialogo e di interrogazione
dell’artista per aprire nuovi spazi di relazione.»
(dal testo introduttivo)