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L'Albero di Jesse

L'immaginario collettivo medievale e la sessualità dissimulata

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prima edizione, premessa dell'autrice.
pp. 180, 45 tavv. a colori f.t., Torino
data stampa: 1996
codice isbn: 978883390979

L'immaginario collettivo è estremamente ricco di immagini belle e potenti. Molte di esse sono sicuramente a sfondo sessuale, ma noi non sappiamo che sono intrise di sessualità, e addirittura le scambiamo per immagini sacre o religiose. Il libro, corredato da un'ampia documentazione fotografica originale, propone un viaggio nell'Europa del tardo Medioevo, alla ricerca delle rappresentazioni, sempre suggestive ed emozionanti, di tre immagini particolarmente significative, che vengono descritte, discusse e interpretate in chiave psicodinamica.

La rappresentazione del fallo può essere osservata al centro della composizione dell'«Albero di Jesse», diffusa soprattutto come vetrata delle cattedrali. L'immagine raffigura, in una sorta di albero genealogico, i precursori di Cristo, a partire dall'antenato capostipite, Jesse. Ma l'intento manifesto ne lascia trapelare un secondo, forse inconscio e latente, eppure ben visibile, che è quello di esibire come un trofeo il fallo in erezione del patriarca. Nel linguaggio dell'inconscio, il fallo simboleggia la potenza sessuale e il bisogno maschile di un padre-patriarca in cui identificarsi per acquisire la sicurezza di essere fertili come lui ha dimostrato di essere.

I! bisogno primario di una figura materna protettiva si ritrova in una straordinaria rappresentazione della Madonna che raccoglie sotto il suo mantello (l'utero che crea la vita e dà protezione) i ricchi e i poveri, i grandi della terra e gli umili: vescovi e imperatori, uomini, donne, monaci e storpi.

La terza immagine, il guaritore ferito e la malattia indicibile (un uomo potente perché mestruante), raffigura, sotto le spoglie di san Rocco (ma potrebbe anche essere il Re del Graal), il desiderio di un aiuto sovraumano o divino contro la malattia e la morte.

Tilde Giani Gallino è professore di Psicologia dello Sviluppo all'Università di Torino. E autrice di un centinaio di saggi specialistici e di vari volumi, fra i quali Il complesso di Laio (I 977), La ferita e il re. Gli archetipi femminili della cultura maschile (1986), I!fascino dell'immaginario (1987). Ha inoltre curato il volume collettivo Le Grandi Madri (1989). Per la nostra casa editrice ha pubblicato I! sistema bambino (1990) e Il bambino e i suoi doppi (1993).

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