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Daco-Romania

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Nagel
Esaurito
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Dalla prefazione di Jean Marcadé:
"La presente opera occupa un posto a parte nella collezione 'Archaeologia Mundi'. Dal momento che già precedentemente è stato pubblicato un volume dedicato alla Romania, perché tornare sull'argomento? L'intenzione di offrire al lettore un panorama delle 'faciès' diverse dell'archeologia attraverso il mondo, esponendo i problemi, i metodi ed i risultati della ricerca in ogni settore, non era stata già soddisfatta per quel che riguarda il territorio dei Carpazi? Non si rischiava una ripetizione?
Di fatto, i due libri si completano a vicenda più che sovrapporsi. In primo luogo, naturalmente, nuove scoperte si aggiungono ogni anno ed è su una documentazione arricchita che oggi si può fare assegnamento, ma soprattutto la prospett

Descrizione

Dalla prefazione di Jean Marcadé:
"La presente opera occupa un posto a parte nella collezione 'Archaeologia Mundi'. Dal momento che già precedentemente è stato pubblicato un volume dedicato alla Romania, perché tornare sull'argomento? L'intenzione di offrire al lettore un panorama delle 'faciès' diverse dell'archeologia attraverso il mondo, esponendo i problemi, i metodi ed i risultati della ricerca in ogni settore, non era stata già soddisfatta per quel che riguarda il territorio dei Carpazi? Non si rischiava una ripetizione?
Di fatto, i due libri si completano a vicenda più che sovrapporsi. In primo luogo, naturalmente, nuove scoperte si aggiungono ogni anno ed è su una documentazione arricchita che oggi si può fare assegnamento, ma soprattutto la prospettiva è differente. Il problema al quale si ricollega il pro! Berciu è quello dell'etnogenesi del popolo rumeno, che prosegue di pari passo con quello della formazione della lingua. Di qui l'importanza essenziale/che egli accorda ai fenomeni di unità e di continuità su questa terra tormentata, sulla quale tante migrazioni sono passate. In apparenza si riscontra colà una specie di paradosso e il 'caso particolare' del destino della Dacoromania, in rapporto ai paesi limitrofi, è appassionante per gli studiosi.

L'Archeologia risponde alle domande che si pongono; ma per meglio comprendere le risposte bisogna uscire dal quadro storico-geografico della sola Provincia romana della Dacia; infatti, secondo l'autore, occupa un ruolo fondamentale il substrato tracio in tutte le sintesi etno-culturali che in seguito si sono effettuate. L'unità tracia ha dato vita all'unità getodacica e la cultura geto-dacica, attraverso l'assimilazione di alcuni elementi della cultura greca, celtica ed anche romana, molto prima di Traiano, spiega a sua volta la persistenza della romanità al di là dei limiti cronologici del processo di romanizzazione ufficiale. Anche i Daci liberi hanno avuto il loro ruolo nel processo di mantenimento e di restaurazione tenace, di secolo in secolo, di una unità etno-culturale locale che, resa forte dall'adozione del Cristianesimo nella sua forma latina, ha permesso agli autoctoni di rimanere, a dispetto del dilagare delle migrazioni, questi padroni della terra di cui parlava N. Iorga.
La tesi è sviluppata con un ardore ed un rigore che inducono all'adesione. D'altronde non si potrà fare a meno di essere sedotti dalla teoria degli 'strati di popolazione' e dei 'nuclei di polarizzazione' che il testo sottintende."

Dettagli del prodotto

Editore
Nagel
Autore
Berciu Dumitru
ISBN
7780

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