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Estratto dal Proemio
I nostri maggiori, sino al secolo XVII, si compiacquero di distinguersi col torre ad emblema figure allegoriche e motti che esprimessero i loro sentimenti o le loro favorite inclinazioni, o ricordassero un fatto della storia delle loro famiglie, o la nobiltà del proprio casato o l'allusione alla virtù od al nome del più illustre personaggio di esso.
I letterati, i poeti, gli artisti ebbero un bel da fare per rispondere a continue richieste di creare le insegne ed illustrarle con sentenze, proverbi e massime. Formata da essi una figura, tolta da qualcuno dei tre regni della natura; ed alcune volte composta con disparati elementi, le affibbiavano il motto, preso da autorevoli scrittori di qualsiasi nazione, a darne la spiegazione, formando così la divisa.
La figura veniva detta corpo ed il motto anima della divisa, quasi che l'una per farsi comprendere parlasse per mezzo dell' altro.
Altre volte erano gli stessi letterati che per personaggi e spiccate notabilità, creavano, per omaggio, spontaneamente, motti e figure visive al carattere particolare di essi, alle loro armi gentilizie, al nome, ai feudi che possedevano, alle virtù ed alle loro gesta...