Allora Maria pianse. E disse a Pietro: «Pietro, fratello mio, che cosa hai nella testa? Credi che da sola, con la mia immaginazione, io abbia inventato questa visione, o che, a proposito del nostro Maestro, io menta?». Levi prese la parola: «Pietro, tu sei sempre stato un irruente; ti vedo ora scagliarti contro la donna, come fanno i nostri avversari. Eppure, se il Maestro l’ha resa degna, chi sei tu per respingerla? Certamente il Maestro la conosceva molto bene... Egli l’ha amata più di noi. Pentiamoci, dunque, e diventiamo l’essere umano nella sua interezza; lasciamogli mettere radici in noi e crescere come egli ha chiesto. Andiamo ad annunciare il vangelo senza cercare di stabilire altre regole e altre leggi all’infuori di quella di cui egli fu il testimone».
La prima redazione del Vangelo di Maria, il cui manoscritto è conservato dal 1896 nel Dipartimento di egittologia dei musei nazionali di Berlino, potrebbe risalire all’anno 150 ca. È dunque uno dei testi primitivi del cristianesimo, insieme agli altri Vangeli canonici. È un Vangelo, se non scritto, almeno ispirato da una donna: Maria di Magdala, colei che fu la prima testimone della risurrezione di Cristo. Il testo racconta in particolare la relazione privilegiata vissuta con il Maestro: da “amica intima” ne diviene trasmettitrice degli insegnamenti più delicati e profondi. L’autore commenta i versetti del testo e ne trae suggestive indicazioni per un’esperienza umana e cristiana fondata sulla “conoscenza” e sul puro amore, suggeriti da una scrittura al femminile.
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Allora Maria pianse. E disse a Pietro: «Pietro, fratello mio, che cosa hai nella testa? Credi che da sola, con la mia immaginazione, io abbia inventato questa visione, o che, a proposito del nostro Maestro, io menta?». Levi prese la parola: «Pietro, tu sei sempre stato un irruente; ti vedo ora scagliarti contro la donna, come fanno i nostri avversari. Eppure, se il Maestro l’ha resa degna, chi sei tu per respingerla? Certamente il Maestro la conosceva molto bene... Egli l’ha amata più di noi. Pentiamoci, dunque, e diventiamo l’essere umano nella sua interezza; lasciamogli mettere radici in noi e crescere come egli ha chiesto. Andiamo ad annunciare il vangelo senza cercare di stabilire altre regole e altre leggi all’infuori di quella di cui egli fu il testimone».
Descrizione
Dettagli del prodotto
- Editore
- Servitium
- Autore
- Sottotitolo
- Myriam di Magdala
- Info testo
- Vangelo copto del II secolo tradotto e commentato da Jean-Yves Leloup
- Info libro
- pp.244; Ill. b/n; Milano
- Anno stampa
- 2011
- ISBN
- 978888166332
- Condizione
- Nuovo