Se fra l'operare del vero mistico e quello del vero cabalista e del vero alchimista esiste un'essenziale analogia - ossia il ricorso ad un preciso metodo mentale legato ai procedimenti dell'Immaginazione Creatrice - fra di essi sussistono anche alcune sostanziali diversità. Infatti, mentre per il mistico e il cabalista le operazioni da compiere sono essenzialmente di natura mentale, per l'alchimista devono necessariamente essere anche di natura fisica.
Il mistico e il cabalista, rigenerando se stessi, riscoprono automaticamente una Natura essa stessa rigenerata: giungono cioè a percepire l'essenziale verginità della natura al momento del raggiungimento di una propria personale "purificazione". L'alchimista, invece, procede rigenerando parallelamente se stesso e una determinata porzione di elementi naturali: e questo continua incessantemente a ripetere, fino a "restituire" ad entrambe tali dimensioni il loro stato di verginità quintessenziale.
Il fine, per tutti, è il medesimo: si tratta della terminale trasfigurazione/trasmutazione della quintessenza sia umana che naturale in un unico Corpo di Gloria, pienamente rigenerato con il divino.
È certamente la prima volta che un tale argomento viene studiato e approfondito scientificamente, attraverso una rigorosa ricerca trasversale comparata fra le tre discipline prese in esame: e questo, sulla scorta di un’abbondante e preziosa – quanto ancora assai poco conosciuta – documentazione tratta da fonti antiche, sia letterarie che iconografiche.
Manuel Insolera vive e lavora a Roma, dove è nato nel 1951. Ricercatore indipendente, oltre all'edizione italiana dell'opera alchemica quattrocentesca Azoth, attribuita a Basilio Valentino, ha pubblicato La spiritualité en images aux Pays-Bas méridionaux dans les livres imprimés des XVIe et XVIIe siècle (Lovanio, 1996), La chiesa e il Graal.