Nella seconda parte di quest'opera, il Gentili, fedele all'impegno assuntosi, continua nell'esposizione parallela delle cosmogonie trasmesseci da Esiodo e da Mosè.
Dalle sue parole, semplici, ma pur profonde, traspare la volontà di porgere a ciascun lettore una fiaccola con cui illuminare un ben preciso cammino da percorrere. Questa fiaccola, giunta nelle mani di colui che saprà, ma sopratutto che vorrà, sarà l'ausilio migliore per comprendere il messaggio trasmessoci migliaia di anni fa.
La scienza non è ancora riuscita a dare una spiegazione plausibile sulla nascita dell'universo e sul come si sia sviluppata la vita. Ebbene, in questa seconda parte dell'opera, il Gentili affronta il problema dell'insorgenza della vita; ci descrive come le energie creatrici, focalizzandosi, si sovrapposero e si plasmarono con le forze primigenie dell'universo.
Solo un ermetista poteva ripercorrere il cammino a ritroso fino alla Materia Una, e mostrarci come essa, attraverso successive trasformazioni, abbia potuto giungere ad assumere il multiforme aspetto che tutti vediamo.
Sulla base di questo, comprenderemo perché ogni nostra azione abbia le sue ripercussioni su tutto quanto ci circonda. Comprenderemo, anche, che la Legge di Amore è Legge Universale, perchè essa significa Armonia, canto di tutto l'universo. L'uomo deve agire in conseguenza, rispettando l'armonia, perché essa è anche Legge di Giustizia. Ogni nota stonata provoca una reazione della Natura che, attraverso la Legge di Giustizia, con il Dolore, riporta l'equilibrio infranto.
Illustrandoci gli aspetti di un lontanissimo passato, ma sempre in atto, in quanto eterno, il Gentili ci ripropone la continuità di quel soffio divino che pervase la cultura antica, detta anche Tradizione. Più tardi, le debolezze, i sentimenti, le passioni e le follie della mente umana inquinarono la prodigiosa sinfonia scaturita dalle serene meditazioni dell'anima, contemplante la meravigliosa armonia del creato...
Tutta l'opera del Gentili è volta allo scopo di tener vivo il ricordo della centralità cosmica dell'uomo; egli sottolinea come questa centralità faccia sentire all'uomo di essere una forza tra le forze, con un gran compito nel funzionamento dell'universo.
L'Autore riporta alla luce quel metro, quel termine di confronto tra la realtà sostanziale di ciò che realmente siamo, nel profondo della nostra essenza, in rapporto all'economia universale, e di ciò che appariamo ora, in quest'epoca di dissacrazione e di incomprensione. Guai se dovessimo perdere quel metro!
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Nella seconda parte di quest'opera, il Gentili, fedele all'impegno assuntosi, continua nell'esposizione parallela delle cosmogonie trasmesseci da Esiodo e da Mosè.
Dalle sue parole, semplici, ma pur profonde, traspare la volontà di porgere a ciascun lettore una fiaccola con cui illuminare un ben preciso cammino da percorrere. Questa fiaccola, giunta nelle mani di colui che saprà, ma sopratutto che vorrà, sarà l'ausilio migliore per comprendere il messaggio trasmessoci migliaia di anni fa.
La scienza non è ancora riuscita a dare una spiegazione plausibile sulla nascita dell'universo e sul come si sia sviluppata la vita.
Descrizione
Dettagli del prodotto
- Editore
- Kemi
- Autore
- Gentili A.
- Sottotitolo
- La Genesi e la Teogonia
- Info libro
- pp.294; Ill. b/n; Milano
- Anno stampa
- 1980
- Disponibilità
- 1 Libro
- ISBN
- 2590
- Condizione
- Nuovo