Gli scritti attribuiti ad Ermete Trismegisto, contenenti un complesso insegnamento teosofico, mistico, magico, ci sono pervenuti in una redazione del II o III secolo dopo Cristo. L'apporto della filosofia ellenistica è in quelle opere assai ampio, anzi prevalente, ma vi si conservano anche conoscenze, nomi, miti risalenti alla cultura religiosa dell'Egitto dei Faraoni. Esse appaiono quindi frutto del sincretismo tipico delle società nate dalle conquiste di Alessandro e in particolare dell' Egitto dei Tolomei.
Alcuni testi ermetici si salvarono anche in Occidente dal naufragio del mondo antico: i lunghi frammenti contenuti nelle opere di Lattanzio, uno dei padri della Chiesa più sensibili al fascino del mondo pagano; l'Asclepio, ritenuto opera di Apuleio, o sua traduzione dal greco; le citazioni contenute nell'opera del vescovo cartaginese Quodvultdeus, conservata perchè attribuita a sant'Agostino. Altre parti importanti del Corpus Hermeticum sopravvivevano nell'impero greco, e nella Firenze della rinascita umanistica pervennero a Cosimo de' Medici, che le fece tradurre dal Ficino. L'interesse suscitato da quelle opere finalmente accessibili fu grande: si riteneva che esse potessero contribuire ad una comprensione più profonda del divino, del mondo e delle cose dell'anima, anche dopo la rivelazione cristiana, che esse avrebbero in qualche modo prefigurato.
A Roma intanto il cardinale Bessarione, il grande studioso greco che era stato uno dei maggiori artefici dell'unione tra la Chiesa greca e la Chiesa romana nel concilio di Ferrara-Firenze, si adoperava perchè la cultura ellenica confluisse in quella latina: nella sua visione di universale armonia e concordia il sapere degli antichi, in particolare quello dei grandi filosofi, si armonizzava pienamente con la rivelazione di Cristo. Platone, sublime interprete del divino, gli appariva il più vicino al messaggio cristiano; ed a lui egli dedicò la sua opera maggiore, una difesa dell'antico filosofo contro gli attacchi di un altro dottissimo greco, Giorgio Trapezunzio. Ma non solo Platone, tutta la tradizione platonica successiva egli venerava; ad essa egli era profondamente legato, attraverso l'insegnamento del suo maestro, Giorgio Gemisto detto Pletone. Nel complesso pensiero dei grandi neoplatonici, Plotino, Giamblico, Proclo, Pletone stesso, confluivano elementi tratti dall'antica sapienza orientale, in particolare dalla tradizione ermetica. E il cardinale ne subì il fascino e li accolse nella sua ecumenica visione del mondo.
Attento alle innovazioni tecnologiche, il Bessarione si avvide presto dell'importanza della stampa. I due primi stampatori attivi in Italia, i chierici tedeschi Conrad Sweynheym e Arnold Pannartz, operano subito in ambito umanistico: forse li aveva chiamati il cardinale Niccolò Cusano, anch'egli studioso di Platone. Ma sembra che il loro protettore, l'ispiratore dei loro progetti editoriali, il loro punto di riferimento nella corte pontificia fosse il Bessarione. È significativo che nel 1465, a Subiaco, dopo la stampa dei due primi libri (il Donato, esperimento di poco peso, oggi perduto, e il De oratore di Cicerone), essi stampino un Lattanzio, procurando si una serie di caratteri greci per le numerose citazioni greche del testo. La scelta di un simile autore è significativa: fra i padri della Chiesa Lattanzio era il maggior esponente della tendenza conciliativa tra la cultura pagana e il cristianesimo; una visione coincidente con quella del cardinale. Dal 1469 i due prototipografi, trasferitisi a Roma, stampano l'opera di Apuleio, includendo in essa anche l'Asclepio. Le editiones principes dei due testi più importanti per la tradizione ermetica occidentale escono dunque a stampa per ispirazione del cardinale.
Quelle opere, assieme alle altre del Corpus Hermeticum tradotte dal Ficino e poi divulgate dalla stampa, produssero effetti di grande rilievo. Il mondo appariva in esse popolato di forze occulte e potenti, che attraverso pratiche teurgiche potevano in qualche modo entrare nella vita dell'uomo: era l'aspetto magico dell'ermetismo (e del neoplatonismo), che spinse i suoi cultori allo studio della natua e delle sue leggi, dando così impulso all'alchimia e in generale alla scienza moderna.
Nel primo e più vasto volume del presente catalogo sono contenuti saggi consistenti e studi monografici su importanti autori, manoscritti, libri e immagini, mentre il secondo è una guida illustrata ai libri in mostra. Le schede oltre a presentare brevi descrizioni bibliografiche e considerazioni sugli autori, segnalano l'importanza dei singoli volumi per le correnti filosofiche e intellettuali ispirate alla tradizione ermetica.
Dei 34 manoscritti e 72 opere a stampa descritti nelle 95 schede, 20 manoscritti e 22 opere a stampa sono proprietà dalla Biblioteca Nazionale Marciana, mentre altri 12 manoscritti e 48 a stampa sono della Bibliotheca Philosophica Hermetica. Le restanti quattro sono state gentilmente prestate rispettivamente da un collezionista privato, dalla Biblioteca Universitaria di Padova, dalla Biblioteca Nazionale di Napoli e dall'Archivio di Stato di Venezia. L'Archivio di Stato di Venezia ha inoltre fornito numerosi documenti riguardanti i fondi del Sant'Uffizio, i quali sono discussi e illustrati nel primo volume.
Le ultime schede esplorano le origini italiane della cosiddetta Rosacroce d'Oro e l'inizio e lo sviluppo delle enigmatiche Geheime Figuren der Rosenkreuzer, che possono essere considerate come l'ultimo manifesto ermetico dell'Ancien Régime.
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Magia, Alchimia, Scienza dal '400 al '700. L'Influsso di Ermete Trismegisto
Centro DiGli scritti attribuiti ad Ermete Trismegisto, contenenti un complesso insegnamento teosofico, mistico, magico, ci sono pervenuti in una redazione del II o III secolo dopo Cristo. L'apporto della filosofia ellenistica è in quelle opere assai ampio, anzi prevalente, ma vi si conservano anche conoscenze, nomi, miti risalenti alla cultura religiosa dell'Egitto dei Faraoni. Esse appaiono quindi frutto del sincretismo tipico delle società nate dalle conquiste di Alessandro e in particolare dell' Egitto dei Tolomei.
Alcuni testi ermetici si salvarono anche in Occidente dal naufragio del mondo antico: i lunghi frammenti contenuti nelle opere di Lattanzio, uno dei padri della Chiesa più sensibili al fascino del mondo pagano; l'Asclepio, ritenuto opera d
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- 978887038420