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Arrivano i Barbari


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nota dell'autore, traduzione di Pia Bodrero.
pp. 284, nn. tavv. b/n f.t., Ponte Sesto di Rozzano (MI)
data stampa: 1968
codice isbn: 6863

L'«invasione» occidentale del Giappone, nella seconda metà del XIX secolo, è uno degli avvenimenti più bizzarri e coloriti della recente storia. Di questo fatto avevamo solo notizie spicciole, spezzoni di racconti riportati da viaggiatori e mercanti, non un quadro completo. La Barr ci consegna, in tutta la sua splendida epopea, la progressione dei fatti con piglio narrativo veramente eccezionale. Il Giappone fino all'arrivo del commodoro americano Matthew Perry nel 1853, era stato, per due secoli, un mondo chiuso in sé, geloso del proprio isolamento e ben sorvegliato dal succedersi delle varie dinastie. Ma i suoi mercati erano una tentazione troppo forte per l'attivismo commerciale degli europei. La prima falla nell'«ostrica» giapponese l'apri il cannone di una nave battente bandiera U.S.A. Si susseguì una ridda di portatori del verbo occidentale, di commercianti e di Legazioni straniere nella corsa all'accaparramento dei mercati e dei porti. Lo scontro fra due civiltà, di solito, si risolve sempre a maggior profitto e gloria del più forte, in questo caso dell'Occidente; non solo nell'ambito dei mercati, ma anche in quello culturale. Gli impressionisti, per esempio, recepirono con fervore le scoperte dell'en plein air della pittura giapponese. I primi risultati si ebbero in Francia con l'art nouveau. Toulouse-Lautrec accolse la lezione di Kitagawa Utamuro, la sua tecnica sintetica nella rappresentazione di volti femminili in primo piano, per non parlare di Gauguin, Modigliani, Braque: in Inghilterra basta pensare a Beardsley e compagni. Altro esempio fu quello di Hokusai, che iniziò un gruppo di paesaggisti europei, dai colori tenui e rarefatti. I civilizzatori, come spesso nella storia. poterono anche passare da « barbari ", invertendo il rapporto di forze.

I colori di un mondo ancora immerso in un sonno semifeudale, del Giappone favoloso dell'epoca Meiji, del « Governo Illuminato o della Regola Brillante ", vengono riportati alla luce con mano avvertita da questa scrittrice britannica. La Pat Barr fotografa il punto di fuga del movimento storico che condusse la nuova società giapponese, figlia dell'invasione semipacifica dell'Occidente, allo stesso livello dei Paesi industriali piu evoluti. Un punto di fuga che ha come sfondo i costumi antichi, le fastose cerimonie imperiali, le leggi dei samurai, i fronteggiamenti di opposte fazioni, la silenziosa furia omicida e il ricamo delle spade dei ronin, nazionalisti irriducibili.

Nata a Norfolk nel 1934, Pat Barr è stata assistente alla Norwich High School e alla Birmingham. Trascorse diversi mesi in un villaggio minerario delle Ande, insegnando nella scuola anglo-americana del luogo.
Nel 1959, assieme al marito, si recò in Giappone, soggiornando a Tokyo e a Yokohama, ed ebbe modo di studiare costumi e storia del Paese, come anche i racconti redatti dai primi viaggiatori occidentali. Risultato di tale permanenza e dell'attenzione posta nella raccolta di materiali di ogni genere, è questo racconto su vicende poco note a noi europei.

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