Tra i falsi miti di ogni nazionalismo vi è spesso quello della pretesa "purezza" di un popolo, ossia un'impermeabilità che contro ogni logica storica avrebbe preservato dalle "contaminazioni" etniche e culturali. Nella Corea d'oggi il confucianesimo appare talmente radicato da sembrare, agli occhi degli stessi coreani, una realtà presente da sempre, eterna e immutabile, al di fuori della quale non è neppure possibile immaginare che siano un tempo esistiti altri modelli di comportamento. Soffermandosi soprattutto sul rapporto uomo-donna, una delle relazioni umane ancora oggi più pesantemente influenzate dal confucianesimo, Maurizio Riotto, con una carrellata storica confortata dalle fonti, mostra invece una situazione molto più complessa e contraddittoria, non scevra di elementi trasgressivi perfino dietro la facciata perbenista della morale dominante in Corea in epoca moderna e contemporanea. A una lunga introduzione storico-letteraria l'autore unisce poi la prima traduzione mai apparsa in Italia di due romanzi classici coreani, che mostrano l'ambiguo e spesso tragico volto del concubinaggio all'ombra dell'ermetica società confuciana.
Maurizio Riotto (Palermo, 1959) è professore associato di lingua e Letteratura Coreana nell'Istituto Universitario Orientale di Napoli. Laureatosi in Lettere (indirizzo classico) a Palermo, si è poi specializzato in Archeologia Orientale presso l'Università "La Sapienza" di Roma. Ha vissuto a lungo in Estremo Oriente e per quattro anni è stato Research Fellow presso l'Università Nazionale di Seoul. E stato Visiting Scholar nel 1991 presso l'Università "Doshisha" di Kyoto (Giappone) e nel 1994 presso l'Università "Hanyang" di Seoul. Ha scritto, fra l'altro, The Bronze Age in Korta (Kyoto, 1989), Introduzione allo studio della lingua coreana (Napoli, 1990) e Fiabe e storie coreane (Milano, 1994), oltre a numerosi articoli su riviste specializzate. Ha anche tradotto e pubblicato, per la prima volta in Italia, numerose opere di scrittori coreani contemporanei e nel 1995 ha ricevuto il Premio Korean Culture & Arts Foundation per la traduzione in italiano del romanzo Il poeta di Yi Munyõl E anche collaboratore dell'Enciclopedia Italiana. Per la Novecento ha già pubblicato, nel 1996, il volume Storia della letteratura coreana, la prima opera di questo genere mai apparsa nel mondo occidentale.
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Tra i falsi miti di ogni nazionalismo vi è spesso quello della pretesa "purezza" di un popolo, ossia un'impermeabilità che contro ogni logica storica avrebbe preservato dalle "contaminazioni" etniche e culturali. Nella Corea d'oggi il confucianesimo appare talmente radicato da sembrare, agli occhi degli stessi coreani, una realtà presente da sempre, eterna e immutabile, al di fuori della quale non è neppure possibile immaginare che siano un tempo esistiti altri modelli di comportamento. Soffermandosi soprattutto sul rapporto uomo-donna, una delle relazioni umane ancora oggi più pesantemente influenzate dal confucianesimo, Maurizio Riotto, con una carrellata storica confortata dalle fonti, mostra invece una situazione molto più compless
Descrizione
Dettagli del prodotto
- Editore
- Novecento
- Autore
- Riotto Maurizio
- Disponibilità
- 1 Libro
- ISBN
- 978883730347