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Intitolando con questi due aggettivi (neutri plurali) si sottintende il riferimento ai corrispondenti termini (greco-latini) "temi e problemi", che questi scritti intendono affrontare e richiamare all'attenzione del lettore: valuterà poi lui stesso l'utilità di queste varie tematiche.
Tuttavia il grosso del problema per chi scrive non sta tanto nei due aggettivi accostati nel titolo, quanto in quell' «et» che li congiunge e che si propone, come dovrebbe risultare chiaro a lettura ultimata, di delineare la possibilità di un passaggio e di un nesso che rende compossibile la coesistenza e la collaborazione tra ambito (o orizzonte) della ricerca filosofico-razionale e ambito (o orizzonte) della ricerca teologico-rivelata. È infatti risaputo che tanto la teoresi filosofica quanto la riflessione teologico-religiosa hanno in comune alcuni oggetti della loro ricerca: l'uomo, il mondo, Dio (o l'Assoluto), ancorché i metodi della loro indagine differiscano in modo rilevante, avvalendosi la teoresi filosofica del concreto esperire e della criticità della ragione, avvalendosi invece di una originaria rivelazione o Kérygma la riflessione teologico-religiosa.
(Dall'Introduzione)
(Dall'Introduzione)