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Filone di Alessandria, nato verso la fine dell' era pagana e vissuto fin verso la metà del I secolo dell'era cristiana, occupa un posto del tutto particolare nella storia del pensiero occidentale, in quanto fu il primo a tentare una sintesi di vaste proporzioni fra la teologia e la dottrina biblica e la filosofia dei Greci. Giudicato in modo assai discordante dagli interpreti del secolo scorso, sta invece emergendo, dagli studi recenti e documentati, come il più interessante dei pensatori della sua epoca.
Oggi si può senza dubbio affermare che la grandezza di Filone consiste nell'essere egli stato un precursore di quella che vien detta" civiltà spirituale europea", la quale è nata, appunto, dalla fusione della componente biblico-giudaica e della speculazione greca (oltre che della mentalità giuridica romana).
Filone non ebbe una genialità straordinaria, che potesse garantirgli di condurre la sua impresa con sistematica coerenza e, soprattutto, non ebbe la lucidità intellettuale, che gli permettesse di dominare per intero gli enormi problemi, che quell'operazione comportava. Ma egli ebbe, in compenso, una fede, una religiosità e una spiritualità eccezionali, grazie alle quali rivisitò il pensiero greco e ne sussunse in gran parte le istanze, anticipando in larga misura dottrine, che diverranno canoniche con la Patristica e la Scolastica.
Una delle due opete che presentiamo, La creazione del mondo, costituisce, ad esempio, il primo documento· in cui la dottrina biblica della creazione viene sussunta a livello filosofico; una dottrina che era destinata a rivoluzionare nel modo più radicale la Welt-Anschauung dei Greci. La seconda, Le allegorie delle Leggi, costituisce quasi la summa dell' allegoresi filoniana. E anche l'interpretazione allegorica della Bibbia proprio attraverso Filone passò ai Padri della Chiesa, i quali da essa - sia pure ridimensionandola profondamente - trassero notevoli spunti esegetici.