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Gli Annali di Q. Claudio Quadrigario furono oggetto dei miei primi studi nell'ambito della Filologia latina. Ma dopo la pubblicazione di due articoli su alcuni frammenti dell' opera dell' annalista, i frequenti soggiorni all'estero per motivi di studio mi hanno costretto ad abbandonare queste mie prime ricerche. Fu proprio negli anni settanta che Karl Biichner, professore emerito dell'Università di Freiburg im Breisgau, esperto di storiografia latina, venuto a conoscenza del mio interesse per Claudio Quadrigario, memore del suo studio sulla virtus romana in cui ricordava l'opera dell'annalista, mi assegnò come tema per le mie nuove ricerche la Virtus, distraendomi così dai miei primi studi sulla storiografia latina. Dopo la scomparsa dell'illustre studioso, proseguii le ricerche a Strasburgo, sotto la guida di Robeii Schilling, che mi accolse nell'istituto di latino con tanto entusiasmo e altrettanto affetto da non farmi rimpiangere quella prospettiva di crescita presso il Seminar fur Klassische Philologie dell'Università di Freiburg, per la quale mi ero allontanata dalla mia terra. Oggi, dopo più di venticinque anni, ho ripreso in mano le vecchie carte e ho cercato di recuperare il tempo felicemente perduto, per portare a termine questo lavoro, che dedico alla memoria del mio maestro.
Il volume si divide in tre sezioni:
I) Introduzione: si articola in tre parti, dedicate rispettivamente all'inquadramento storico dell'annalistica seriore, alla presentazione della personalità letteraria di Q. Claudio Quadrigario e infine al carattere della sua opera, espressione dell'ideologia aristocratica della classe dominante.
II) Testo: ho cercato, finché è stato possibile, di rispettare l'edizione di Peter. I risultati dei recenti studi sulla storiografia, però, mi hanno convinto a dare una diversa datazione ad alcuni frammenti, che nella presente edizione vengono assegnati a libri diversi con la conseguenza che la numerazione dei frammenti da me proposta non corrisponde, in parte, a quella dell'edizione di Peter. Per questo motivo ho allestito una tavola di conguaglio che facilita la consultazione delle due edizioni. Ho proposto, inoltre, alcuni emendamenti, sulla base del confronto tra le varie edizioni dell'opera di ciascun autore latino che ci ha tramandato i frammenti dello storico, anche con l'intento di provocare una reazione della critica al fine, sempre utile, di stimolare il confronto tra studiosi, convinta soprattutto che l'edizione di Peter, vecchia di un secolo, pur rappresentando un valido punto di partenza, potesse, per certi aspetti, essere rinnovata e, spero, migliorata. A tal fine ho fornito, per i singoli frammenti, il testo della fonte da cui essi sono stati estrapolati, in modo che anche il loro contesto contribuisse ad una migliore esegesi dell'opera dell'annalista, oltre a spiegare meglio i motivi dell'interesse suscitato dalla sua opera non solo nei grammatici antichi per gli aspetti strettamente linguistici, ma, in quanto fonte per la storiografia successiva, anche negli storici, in primis in Livio.
III) Commento: per ciascun frammento ho dato, ogni volta che è stato possibile, un inquadramento storico e, se conservato dalla fonte per motivi lessicografici o grammaticali, ho riproposto e approfondito in una breve introduzione anche questi aspetti linguistici, in modo che l'analisi filologica del frammento non esulasse dal giudizio e dalle considerazioni dello scrittore, che ce lo ha tramandato. Non mancano osservazioni sull'andamento ritmico della prosa dell'annalista e soprattutto sulle clausole.
II volume offre una ricca bibliografia che, allestita nel suo nucleo fondamentale già negli anni settanta, quando intrapresi lo studio dei frammenti dell'annalista, è stata aggiornata con i lavori più recenti. Sono presenti, infine, oltre alla sopra citata tavola di conguaglio, l'indice delle fonti dello storico, l'indice dei nomi e delle cose notevoli e quello degli autori moderni.