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Velleio Patercolo, nato nel 20 a.c. circa da famiglia campana (gli avi materni erano noti democratici), visse tutta la sua vita nell'ombra di Ti. Claudio Nerone Cesare, il futuro imperatore Tiberio. Iniziò piuttosto giovane il servizio militare, come tribuno militare in Tracia e in Macedonia, quindi, nell'l d.C., in Grecia e in Asia: tre anni dopo è prefetto della cavalleria nell' esercito di Tiberio, in Germania, e succede al padre. Questore nel 7, rinunciò al governo di una provincia per stare a fianco del "suo" Cesare, come luogotenente in Pannonia e in Dalmazia, fino al trionfo del 13. Uomo di guerra, unito profondamente all'imperatore da convinzioni etico-politiche, passò anche il resto della sua poco conosciuta vita alla corte di Tiberio, imperatore dal 14. L'ultima carica pubblica che ricoprì fu la pretura nel 15. Poi, si dedicò fino alla morte, che avvenne dopo il 30, agli studi storici, incoraggiato dai pochi amici: l'imperatore, il suo mito, per il quale scriveva, e l'amico carissimo M. Vinicio, cui dedicò la sua Storia di Roma.