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L'abilità dell'artigiano, il colpo d'occhio del navigante, l'intuito diagnostico del medico, la preveggenza del politico: questa la «metis», l'intelligenza pratica, non-speculativa, che per i greci informava tutti gli aspetti della vita concreta. Relegata nel limbo della non-scienza dalla rivoluzione culturale platonica e condannata al silenzio dagli studiosi moderni, la «metis» riacquista in questo volume il giusto posto che le spetta accanto al «logos» dei filosofi nella storia della civiltà e della mentalità elleniche.