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All’inizio del ’900 una fortunosa scoperta archeologica nella cripta adiacente alla basilica di Aquileia portò alla luce un mosaico pavimentale con raffigurazioni inquietanti ed apparentemente inspiegabili in un contesto paleocristiano.
L’enigma rimase insoluto per circa un secolo finché verso la fine del XX secolo uno studioso aquileiese, Renato Iacumin, riuscì a concepire un’affascinante e coerente teoria in grado di riscrivere la storia del cristianesimo prima di Costantino, ipotizzando una comunità di gnostici alessandrini alle origini del cristianesimo nell’Alto Adriatico.