Trovarsi tra i primi a proporre un libro con testi di autori rom abitanti in Italia - i testi finora pubblicati provengono per lo più dalla Francia, dalla Spagna o dal Nord Est dell'Europa - vuol dire molto di più che fare una, diciamo così, normale proposta editoriale anche per una casa editrice come Sensibili alle Foglie. Rappresenta l'ingresso in un mondo nuovo, sia dal punto di vista della cultura, cioè del linguaggio, sia da quello dei problemi che vi si incontrano: un mondo che ha fatto parte del nostro e che contemporaneamente ne è stato escluso da tempi si può dire immemorabili. Per l'esattezza da almeno seicento anni. È quindi cosa tutt'altro che facile presentarli ad un pubblico appartenente all'altro dei due mondi. Esistono, per così dire, dei rischi. Esiste il pericolo di riproporre stanchi cliché su una mitologica gitanità, più letteraria che reale, il pericolo di scivolare in estetismi del tutto fuori luogo, oppure peggio ancora, di inventare nuovi luoghi comuni, di carattere più o meno psico-sociologico, pieni di paternalistica ipocrisia, da lanciare sul mercato, sempre avido, di quegli intellettuali impegnati, sempre in cerca di conferme della propria attualità, che riempiono anche i circoli culturali della nostra sinistra. Esiste infine il rischio più grosso: quello di distorcere la realtà rom, di soffocarla ancora una volta, di coprirla autoritariamente con la nostra: quella rappresentata nei testi e quella che vivono gli autori e le loro famiglie, quotidianamente (...)
Chi sono gli autori? Sono degli zingari. Zingari jugoslavi immigrati in Italia qualche tempo fa: di quelli che vediamo - o piuttosto: che non vediamo - accampati ai margini delle città, accanto a discariche o a cimiteri di macchine, in zone per lo più fangose e coperte di sporcizia; zingari alle cui mogli, accoccolate sui marciapiedi, ai cui bambini mezzi gnudi, stendiamo una moneta da cinquecento in tutta fretta e con un po' di paura. Sono proprio loro.
Zingari. Zingari che pubblicano un libro di poesie, testi teatrali e racconti. Due concetti, quello di zingaro e quello di autore di libri che, nella mente di molti, non si abbinano facilmente (. .. )
Si dice che ogni artista, pittore, scultore o scrittore che sia, abbia in mente un interlocutore specifico, privilegiato, anche se non sempre nominato. Gli scrittori rom si indirizzano agli altri rom? Non crediamo. Riteniamo che si volgano al non-rom al gagé. all'estraneo, nei cui territori sono costretti a muoversi e il cui volere, per forza di cose, debbono subire. Si rivolgono a lui secondo il principio che è alla base di tutta la cultura sia dei rom che dei sinti per cui ogni sforzo debba essere sempre diretto a rafforzare i rapporti e trovare forme di convivenza. È sotto questa luce che noi abbiamo visto e pubblichiamo questi testi. Ed è come strumento per una riflessione anche autocritica fra i non-rom, fra di noi, oltre che come opera da apprezzare per i suoi intrinseci valori che noi siamo qui a distribuirli.
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Trovarsi tra i primi a proporre un libro con testi di autori rom abitanti in Italia - i testi finora pubblicati provengono per lo più dalla Francia, dalla Spagna o dal Nord Est dell'Europa - vuol dire molto di più che fare una, diciamo così, normale proposta editoriale anche per una casa editrice come Sensibili alle Foglie. Rappresenta l'ingresso in un mondo nuovo, sia dal punto di vista della cultura, cioè del linguaggio, sia da quello dei problemi che vi si incontrano: un mondo che ha fatto parte del nostro e che contemporaneamente ne è stato escluso da tempi si può dire immemorabili. Per l'esattezza da almeno seicento anni. È quindi cosa tutt'altro che facile presentarli ad un pubblico appartenente all'altro dei due mondi. Esistono, per così dire, dei rischi. Esiste
Descrizione
Dettagli del prodotto
- Editore
- Sensibili Alle Foglie
- Autore
- ISBN
- 900000003919