Nel linguaggio comune il labirinto è una situazione complessa, ingarbugliata, spesso inestricabile, dalla quale non si intravede una via d'uscita. ▼
"Nel labirinto entrai, ne veggio ov'esca", scriveva il Petrarca con riferimento alle pene d'amore; "al laberinto et al camin d'errore" furono traviati dal desiderio amoroso due personaggi dell'Ariosto che sarebbero stati altrimenti "sempre di laude degni e d'ogni onore"; la gioia della perdizione "in mezzo un giardin del labirinto / che par che da ogni fronda amore spiri" stilla invece dai versi del Tasso. E D'Annunzio sospira: "Oh di roseti / profondi laberinti / ove i poeti / in giacigli segreti / stanno alle belle avvinti!" Uno scienziato come Galileo vede nella matematica una sorta di filo d'Arianna per orientarsi nella comprensione della natura; senza gli strumenti della matematica "e un aggirarsi vanamente per un oscuro laberinto". Nella "leggenda del labirinto può essere ravvisata", secondo Freud, "la rappresentazione di una nascita anale: i corridoi aggrovigliati sono l'intestino, il filo di Arianna il cordone ombelicale". Nietzsche denuncia la dissennata crudeltà psichica dell'uomo nel volersi trovare "colpevole e riprovevole fino all'impossibilita d'espiazione ... per tagliarsi una volta per tutte la via d'uscita da questo labirinto di 'idee fisse' e di acquistare una tangibile certezza della propria assoluta indegnità" dinanzi a Dio. L'immagine del labirinto è spesso usata per esprimere la complessità della natura umana: di "labirinti dell'animo" parla Tecchi, di "laberinto dell'io" Papini, di "labirinti del cuore" Calandra, di "labirinti del cervello" De Amicis, di "labirinto della memoria" Gadda (per non parlare di quello splendido cultore di labirinti della memoria e dell'immaginazione che è Borges).Ma dietro questo ricorrere quasi ossessivo della nozione di labirinto (le citazioni del labirinto nella letteratura si potrebbero moltiplicare facilmente all'infinito) c'è una precisa e millenaria tradizione figurativa che Kern ha ricostruito magistralmente in questo libro e nella mostra sui labirinti, ricomponendo pazientemente i tasselli di un mosaico grandioso e variopinto di cui si cominciano a vedere le grandi linee.
Il labirinto è prima di tutto una figura che fa la sua comparsa nel bacino mediterraneo in epoca protostorica e che ha origine forse a Creta, la mitica patria del labirinto cretese. Una figura che ha però un'incredibile tenacia e persistenza, che supera secoli e millenni passando da una cultura all'altra ed evolvendosi come un organismo vivente, modificandosi e mutando di significato, ma conservando sempre un fascino misterioso e una segreta rispondenza a bisogni profondi. La storia del labirinto è una storia che presenta vari motivi di interesse e il suo studio ci consente fra l'altro di renderci conto di aspetti della tradizione culturale che spesso sfuggono alla nostra percezione orientata sul presente. Una storia ricca di significati e di simboli, di implicazioni magiche e religiose, in cui si esprimono una coscienza primordiale dell'uomo e della sua unità profonda col grembo della madre terra e le sue aspirazioni a trovare un riscatto da una situazione di estraneità e di disperazione. La storia del labirinto, dai graffiti rupestri e dal labirinto cretese ai labirinti romani, ai labirinti medievali dei manoscritti e delle chiese, ai labirinti da giardino, alle "Trojaburg" e ai labirinti extraeuropei, è una storia intessuta di elementi culturali di vario genere, un viaggio nella coscienza stessa dell'uomo.
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Nel linguaggio comune il labirinto è una situazione complessa, ingarbugliata, spesso inestricabile, dalla quale non si intravede una via d'uscita. ▼
"Nel labirinto entrai, ne veggio ov'esca", scriveva il Petrarca con riferimento alle pene d'amore; "al laberinto et al camin d'errore" furono traviati dal desiderio amoroso due personaggi dell'Ariosto che sarebbero stati altrimenti "sempre di laude degni e d'ogni onore"; la gioia della perdizione "in mezzo un giardin del labirinto / che par che da ogni fronda amore spiri" stilla invece dai versi del Tasso. E D'Annunzio sospira: "Oh di roseti / profondi laberinti / ove i poeti / in giacigli segreti / stanno alle belle avvinti!" Uno scienziato come Galileo vede nella matematica una sorta di filo d'Arianna per orientarsi
Descrizione
Dettagli del prodotto
- Editore
- Feltrinelli
- Autore
- Kern Hermann
- ISBN
- 300000000096