"Le «Nuvole» sono una critica acerba allo spirito de' nuovi tempi e all'indirizzo dell'educazione sofistica, nelle quali cose il poeta dovè scorgere un gran pericolo per l'integrità del costume e della vita ellenica. Naturalmente egli polemizza come si deve da uomo d'arte, plasmando gli elementi astratti del suo pensiero nelle forme di un'azione comica, dissolvendo la sua passione nel riso della parodia, sì che la condanna dell'indirizzo sofistico balza suggestiva dalla vivente compagine della favola.
La qual si racconta in breve. Un campagnuolo, Strepsiade, s'è rovinato con un matrimonio aristocratico, onde gli è nato un figlio, Feidippide, che gli dilapida tutto in fasto di cocchi e di cavalli. D'ingegno grosso, non senza però quelle oblique propensioni alle arti furbesche e ana frode, che sono spesso il lineamento spiccato degli spiriti angusti, pensa di salvarsi dalla rovina che lo travolge, ricorrendo a' sofisti, da' quali vorrebbe mandare il figlio Feidippide, perchè v'impari l'arte del discorso giusto e dell'ingiusto, e se ne valga per sottrarlo a' suoi debiti. Il giovine ha in orrore i pallidi e scalzi abitatori del Pensatoio; non consente perciò al padre, che si decide a battere egli stesso alla porta filosofale. Uno scolaro, che gli dà uno spunto di quel che si elucubra nella scuola, ve lo introduce: Socrate è dentro un corbello sospeso in aria, e la filosofica famiglia se ne sta in varia buffonesca attitudine meditativa. Appena il filosofo sa de' propositi di Strepsiade, lo inizia ed evoca le Nuvole, le deità nuove che con l'Etra e il Vortice han dato lo sgambetto a' favoleggiati iddii del vecchio Olimpo. Ma la zoticaggine del nuovo alunno si palesa presto irriducibile agl'insegnamenti socratici, che sono una molteplice parodia di dottrine fisiche e[…]"
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"Le «Nuvole» sono una critica acerba allo spirito de' nuovi tempi e all'indirizzo dell'educazione sofistica, nelle quali cose il poeta dovè scorgere un gran pericolo per l'integrità del costume e della vita ellenica. Naturalmente egli polemizza come si deve da uomo d'arte, plasmando gli elementi astratti del suo pensiero nelle forme di un'azione comica, dissolvendo la sua passione nel riso della parodia, sì che la condanna dell'indirizzo sofistico balza suggestiva dalla vivente compagine della favola.
La qual si racconta in breve. Un campagnuolo, Strepsiade, s'è rovinato con un matrimonio aristocratico, onde gli è nato un figlio, Feidippide, che gli dilapida tutto in fasto di cocchi e di cavalli. D'ingegno grosso, non senza p
Descrizione
Dettagli del prodotto
- Editore
- Casa Tipografico-Editrice S. Lapi
- Autore
- Aristofane
- ISBN
- 900000001460