La pubblicazione di quest'opera vuole raggiungere un duplice scopo: far conoscere in Italia un grande scrittore ormai quasi dimenticato, contribuire alla divulgazione del pensiero filosofico dantesco. Si moltiplicano infatti gli studi sull'opera di Dante, ma rimane pressochè oscuro il problema relativo ai rapporti tra le idee del divino poeta e le correnti spirituali del suo tempo.
E mentre le biblioteche accolgono volumi spesso poco
utili su questioni particolari: cronologiche, esegetiche e filologiche, pochissimi s'interessano dei grandi concetti che sono il fulcro del suo pensiero.
L'indagine psicologica e teologica delle sue opere è trascurata. La teologia anzi è apparsa a molti superflua e persino dannosa per poter ammirare in modo degno il poeta. Di tale asserto si è fatto di recente autorevole interprete Benedetto Croce.
E così l'affermazione di G. B. Vico che se Dante non
avesse saputo affatto di teologia sarebbe riuscito un più grande poeta è tornata in onore.
Molti poi tra coloro che hanno voluto leggere dentro il
suo pensiero, si sono valsi della loro interpretazione a sostegno della propria fede e del proprio credo politico.
Le sue opere, e principalmente la Divina Commedia, sono state spesso oggetto di analisi non spassionata per trarne il senso voluto. Chi non ricorda come anche ingegni grandissimi non seppero resistere alla tentazione di foggiarsi un Dante ad immagine e somiglianza delle proprie idee?
Chi non ricorda l'interpretazione artificiosa data da Foscolo e Rossetti all'opera di Dante, i quali vollero vedere in lui un riformatore inteso a dare con Petrarca e Boccaccio alla Chiesa un nuovo vangelo, ed al mondo un nuovo assetto politico.
Nel seicento (ed anche recentemente si è pubblicato un libro che è tornato con apparente serietà su questo argomento) si ritenne persino da taluno che Dante fosse stato il precursore della Riforma e avesse profetizzato l'avvento di Martin Lutero e persino la data della sua nascita.
Altri poi giunsero fino ad affermare che egli avesse voluto far dell'ironia intorno ai più sacri misteri della liturgia cattolica (si citano anche dei versi ai quali viene attribuito un senso blasfemo) e si asserisce che il poema sia stato scritto per sfogar l'odio contro la chiesa cattolica e forse a scopo di propaganda settaria.
E così il poema più puramente e profondamente cattolico è stato rimpicciolito e deformato dai suoi commentatori. Ozanam volle con quest'opera insorgere contro tale profanazione.
- -5%
La pubblicazione di quest'opera vuole raggiungere un duplice scopo: far conoscere in Italia un grande scrittore ormai quasi dimenticato, contribuire alla divulgazione del pensiero filosofico dantesco. Si moltiplicano infatti gli studi sull'opera di Dante, ma rimane pressochè oscuro il problema relativo ai rapporti tra le idee del divino poeta e le correnti spirituali del suo tempo.
E mentre le biblioteche accolgono volumi spesso poco
utili su questioni particolari: cronologiche, esegetiche e filologiche, pochissimi s'interessano dei grandi concetti che sono il fulcro del suo pensiero.
L'indagine psicologica e teologica delle sue opere è trascurata. La teologia anzi è apparsa a molti superflua e persino dannosa per poter ammira
Descrizione
Dettagli del prodotto
- Editore
- Il Solco
- Autore
- Ozanam Federico
- ISBN
- 7988