Dalla prefazione di Vittorio Turri:
"Per questa ristampa dell'Eneide, mi sono specialmente tenuto alla prima edizione giuntina del 1581, curata diciamo pur così - dal nipote del poeta, Lepido Caro: all'edizione dei classici italiani, e in fine a quella, più recente, pubblicata dal Severini pei tipi del Barbèra. Il raffronto di queste principali e d'altre minori e l' attenta lettura del testo latino mi hanno permesso di procurare un' edizione, che troverà -- spero - benevola accoglienza dalla critica e dalle scuole italiane.
Nel resto ho seguito lo stesso metodo che tenni per gli altri due volumi di questa biblioteca, l'Iliade e l'Odissea. I commenti, fatta larga parte alla etimologia, chiariscono i luoghi più oscuri del poema, ricordano quanto Vergilio abbia derivato da Omero e quanto da Vergilio altri poeti italiani e specialmente quelli della Gerusalemme e del Furioso;[…]"
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Dalla prefazione di Vittorio Turri:
"Per questa ristampa dell'Eneide, mi sono specialmente tenuto alla prima edizione giuntina del 1581, curata diciamo pur così - dal nipote del poeta, Lepido Caro: all'edizione dei classici italiani, e in fine a quella, più recente, pubblicata dal Severini pei tipi del Barbèra. Il raffronto di queste principali e d'altre minori e l' attenta lettura del testo latino mi hanno permesso di procurare un' edizione, che troverà -- spero - benevola accoglienza dalla critica e dalle scuole italiane.
Nel resto ho seguito lo stesso metodo che tenni per gli altri due volumi di questa biblioteca, l'Iliade e l'Odissea. I commenti, fatta larga parte alla etimologia, chiariscono i luoghi più oscuri del poema, ricordano quanto Vergilio abbia der