Questo libro tratta della metafora nel linguaggio della scienza quando hanno luogo cambiamenti di teoria.
Che anche il linguaggio scientifico sia sottoposto a elaborazione retorica è una tesi nuova che in sé appare estremamente plausibile e finora non è stata messa in discussione, ma - come risulta dai due saggi qui presentati - essa tocca la teoria della conoscenza scientifica con conseguenze impreviste e tuttaltro che pacifiche.
Richard Boyd lega strettamente il recupero della metaforicità al mutare del linguaggio scientifico, alla direzione in cui esso cambia per operare un progressivo accomodamento alle strutture o articolazioni reali del mondo.
Che ci siano metafore nella scienza è necessario perché nella scienza è indispensabile poter introdurre termini teorici anche senza definirli; e ciò a sua volta deriva dal fatto che la nostra conoscenza è imperfetta e che, d'altronde, essa si dà quando c'è accomodamento del nostro linguaggio al mondo, quando i nostri concetti "tagliano" il mondo seguendo le sue "articolazioni". La questione che si pone è l'adeguatezza dell'operazione metaforica. Questa è la sfida che Boyd fa propria e che rende il suo testo fecondo di idee nuove e importanti: quelle che riguardano la precisione linguistica, per esempio, e la proposta di una concezione dinamica o dialettica del riferimento.
Nel suo intervento Thomas S. Kuhn discute la relazione di Boyd, e ne riprende soprattutto i punti in cui egli stesso è chiamato in causa con la sua "Struttura delle rivoluzioni scientifiche", l'opera che più ha sollecitato le ricerche e i dibattiti sul mutamento delle teorie.
Nella Prefazione Luisa Muraro, oltre a esporre la concezione interattiva della metafora di Max Black, da cui muovono entrambi gli autori, ricostruisce brevemente il contesto in cui si è riconosciuto che anche la scienza ricorre a procedimenti metaforici in maniera non facoltativa.
Richard Boyd insegna Filosofia alla Cornell University di Ithaca, N.Y. Thomas S. Kuhn è professore a Princeton di Storia e filosofia della scienza. Tra le sue opere ricordiamo: "La rivoluzione copernicana. L'astronomia planetaria nello sviluppo del pensiero occidentale" (1957, Einaudi 1972); "La struttura delle rivoluzioni scientifiche" (1962, Einaudi 1969); i saggi contenuti in "Critica e crescita della conoscenza", a cura di I. Lakatos e A. Musgrave (1970, Feltrinelli 1976). Entrambi gli autori hanno partecipato a un convegno sui temi di questo libro, organizzato presso l'Università dell'Illinois, presentando le relazioni di cui pubblichiamo qui la rielaborazione in forma di saggio.
- -5%
Questo libro tratta della metafora nel linguaggio della scienza quando hanno luogo cambiamenti di teoria.
Che anche il linguaggio scientifico sia sottoposto a elaborazione retorica è una tesi nuova che in sé appare estremamente plausibile e finora non è stata messa in discussione, ma - come risulta dai due saggi qui presentati - essa tocca la teoria della conoscenza scientifica con conseguenze impreviste e tuttaltro che pacifiche.
Richard Boyd lega strettamente il recupero della metaforicità al mutare del linguaggio scientifico, alla direzione in cui esso cambia per operare un progressivo accomodamento alle strutture o articolazioni reali del mondo.
Che ci siano metafore nella scienza è necessario perché nella scienza è indispensabile poter introdurre ter
Descrizione
Dettagli del prodotto
- Editore
- Feltrinelli
- Autore
- Boyd Richard , Kuhn Thomas S.
- ISBN
- 978880710002